Quando i colori primari si fondono nasce il colore nero.
L’ho imparato da bambina, quando sperimentavo con i colori ad olio,
cercando di riprodurre tutte le meravigliose sfumature dei colori.
Aggiungevo un po’ di giallo, poco blu, poi verde rosso e poi pum!
Arrivava sempre il momento in cui tutti i colori mischiati diventavano nero.
Da questa esperienza è nata in me la certezza che il nero non è
assenza di colore, semplicemente l’impossibilità di vedere ogni
singolo colore.
Così è nata dentro di me la convinzione che i periodi neri, il nero
dell’anima, il vedere tutto nero, sia proprio la difficoltà nel
riconoscere ogni colore singolarmente.
Non riusciamo a far emergere dal tutto ogni singola parte, non
la vediamo, non la identifichiamo per la sua qualità.
Viviamo nell’umore nero, con un velo nero sugli occhi perchè ci
è difficile vedere di quante parti colorate è composto.
Quando le emozioni si confondono e nessuna emerge con il suo colore
preciso, definito, nasce il nero.
Riportare ogni colore alla sua vibrazione primaria scompone il nero.
Riconoscere ogni emozione e ridarle il suo colore ci libera dal nero.
Per questo nero sì, ma nero a metà.