Numero cinque: Emergenza

Editoriale

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Sale dal basso o ti piomba dall’alto? Da dove ti arriva quella sensazione di emergenza? Emergenza come urgenza stressante o come qualcosa che non può più attendere e deve uscire?

Emergenza del mondo di oggi in cui stiamo vivendo, come terremoto che sconquassa, o un’eggregora che stiamo nutrendo, o ancora nodi che finalmente giungono al dunque?

Eppure dallo zampillare emerge di tutto. La vita è movimento, del resto. Come starci nello zampillare sussultante?

La vita ti sconquassa spesso. Imprevedibile, per fortuna. Stai in allerta dai tempi dei dinosauri — oggi ancora di più, o forse no. Certo che il nostro sistema di allerta è messo a dura prova: come starci? Come tenere, come sistemare, come sorreggerci?

Se stai chiuso in camera tua senza contatti con l’esterno, la senti l’emergenza? Se stai appiccicato ai social, la anestetizzi l’emergenza, la normalizzi. Se mamma ti ha fatto sentire al sicuro da piccolo, l’emergenza la empatizzi per un po’ e poi torni sicuro. Se papà ti ha fatto sentire l’aria pesante e allarmante da sempre, oggi ci vai a nozze e anneghi.

Zampilli? Saltelli? Ti schiacci per non essere beccato? Emergenza di chi? Serve stare male per chi sta male in Australia (per dire un posto a caso, ma sai che intendo altro)? Mangia tutto il cibo nel piatto che ci sono i bambini che muoiono di fame. Serve stare all’erta aspettando qualcosa che è accaduto 25 anni fa e che vibra solo dentro di te, congelato? Serve avere paura per qualcosa che non c’è ancora? E se le vibrazioni vibrano, allora tanto vale vibrare diversamente.

La fai facile tu. No, per nulla, spargo domande che spero ti faranno accendere un po’.

Dove poni l’attenzione, nutri.

E per dirla con I.Illich: ‘La crisi può indicare l’attimo della scelta, quel momento meraviglioso in cui la gente all’improvviso si rende conto delle gabbie nelle quali si è rinchiusa e della possibilità di vivere in maniera diversa.’

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Se questo articolo ti ha toccata, se qualcosa ha risuonato — o anche se ti ha disturbata, interrogata, messa in movimento — scrivimi.
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Non cerco consenso, cerco dialogo. Educato, aperto, vivo.

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