Numero Zero: Andare Oltre

Gaza mi ha salvata

Gaza mi ha salvata

Ha ragione chi ha scritto che i palestinesi ci hanno salvato.

Mi ha svegliata in quella parte sopita in me che scende nella piazza del suo cuore e smette di nasconderlo, che riesce a superare la vergogna di lasciar vedere ciò che prova, pensa, sente e sceglie. Che se ne frega profondamente e lo sente nel corpo che è giunto il tempo di esserci, non più a metà.

Sì, questi mesi mi hanno acceso un fuoco dentro che non sentivo da anni. Così forte, quasi bruciante. Come se si fossero unite in un’unica fiamma diverse fiammelle che prima erano sparse.

Ho iniziato a fregarmene se gli algoritmi mi penalizzavano. Ho iniziato a fregarmene se qualcuno non era d’accordo con me. Ho iniziato a scegliermi in ogni senso: sono più netta nelle risposte, prendo posizione, dico no, dico sì, senza fronzoli.

E me lo ha acceso di nuovo ciò che è accaduto. Potrei dire che c’era il fuoco nel mio cuore.

Ho pianto ogni volta in cui ho visto i massacri. Ho sentito l’atroce impotenza. E allora ho scelto: di scendere in piazza. E ti confesso che per la mia parte timida non è stato per nulla facile.

Ho scelto di schierarmi pubblicamente. Ho scelto di mettere la kefiah durante una masterclass.
Cose ovvie per te, forse. Per me no.

È stata una chiamata fortissima che continua, e che è sfociata anche nella creazione di questo magazine.

Mi sono stufata di nascondere quelle parti di me che con il tempo avevo nascosto anche a me stessa. E questo, tutto grazie a loro. Che in qualche modo, sì, mi hanno salvata.

Ho iniziato a interessarmi di geopolitica. Ad ascoltare, a leggere. E nel dolore, mi fa solo bene. Mi sento più vibrante, giovane. Partecipe, pulsante.

Sì, riemerge quella parte forte in me che non ci sta più in silenzio. Che nettamente dice ed esterna ciò che pensa e ‘sente’ davanti alle ingiustizie. C’è da sempre, oggi scelgo di sposarla in toto.
Nel mio piccolo mondo, certo. Ma in me è nata una forza nuova integrata.

Credo che sia proprio così: quando smetti di avere paura o di vergognarti, dici sì a te stessa. E allora diventi come un fiume in piena.

E oggi SO che questo fiume non si arresta, continua a sgorgare in mille direzioni.

WMagazine si co-crea con chi lo legge

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