Numero quattro: Liminare

Beati i folli perché erediteranno la terra

Beati i folli perché erediteranno la terra

Il folle sta sul liminare. È il suo habitat naturale. Ci sta bene — e non potrebbe che stare lì.

È il guardiano per eccellenza della soglia. Di color che stan sospesi. E della sospensione non fanno la loro identità — perché loro sono. Semplicemente, profondamente, sono.

Nel Medioevo il folle era intoccabile. Protetto da Dio. Guardiano della soglia tra il mondo visibile e quello invisibile. Nessuno osava toccarlo — perché nessuno sapeva davvero da che parte stesse.

Shakespeare: il Fool — il buffone di corte — era l’unico che poteva dire la verità al re senza essere ucciso. Lo sapeva, e lo usava. Rideva mentre parlava. E nella risata nascondeva la cosa più pericolosa che esista: la realtà delle cose.

Cervantes chiese una domanda sola, e non le diede risposta: Chi è il pazzo? Don Chisciotte o gli altri?

Don Chisciotte vede i mulini come giganti. Sì — ma riconosce anche valori che il mondo intorno a lui ha dimenticato da tempo. Chi è più folle?

Nietzsche, nella Gaia Scienza, fa comparire un folle in piazza. Corre con una lanterna accesa in pieno giorno. Cerca Dio. Annuncia qualcosa che nessuno è ancora pronto a sentire. Gli ridono dietro. Ma ha ragione lui. E poi Nietzsche stesso sprofondò nella follia — abbracciando un cavallo fustigato a Torino, piangendo, scomparendo.

Il folle che vede troppo lontano paga sempre.

E poi c’è Schlomo. Il matto del villaggio di Train de vie. Quello che vede per primo l’orrore che si avvicina. Quello a cui nessuno crede — perché è il matto, dopotutto. Ma nella tradizione ebraica le visioni dei folli vengono prese sul serio. E Schlomo ha ragione. È lui che salva il villaggio. È lui che inventa il piano folle che permette a tutti di fuggire.

Il folle che vede. Il folle che non viene creduto. Il folle che ha ragione — e paga il prezzo più alto.

Sono vulnerabilissimi, i folli. Mangiano la vita di crepe e squarci.

Perché chi viaggia ad altre velocità, chi non si omologa, chi ha la verità come pane quotidiano non trova riparo nel gregge.

Sta sulla soglia. Sempre. Con tutto il freddo che quella posizione comporta. E tutta la luce.

Beati i folli. A loro appartiene il paradiso.

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