Numero quattro: Liminare

Il Matto nei Tarocchi e negli Astri

Il Matto nei Tarocchi e negli Astri

Esiste un personaggio alquanto controverso all’interno del mazzo oracolare dei Tarocchi, appartiene al gruppo degli arcani maggiori ma non ha un vero e proprio numero. Il Matto è lo zero e la sua posizione, nella sequenza delle carte, non è chiara: chi lo posiziona al principio e chi alla fine. Il Matto è un Jolly e lo si può accostare in diversi modi e quello zero può togliere come moltiplicare, può dare tutto o forse niente. Nella rappresentazione più classica il Matto è raffigurato sulla carta come un personaggio maschile che sta camminando, lo sguardo rivolto verso destra, sulla spalla poche cose racchiuse in un fazzoletto annodato ad un bastone di legno che tiene con una mano, nell’altra ne stringe uno più lungo per sostenere i suoi passi. Dalla sinistra giunge un cane a mordergli una gamba. In questa immagine è contenuto tutto il potenziale del divenire ma anche lo smarrimento di chi si trattiene e indugia troppo  lungo il proprio viaggio esistenziale, la follia evolutiva di chi non si fa legare da vincoli di alcun tipo e quella di chi invece ne diviene prigioniero. La soglia tra libertà e schiavitù è dunque assai sottile e matti sembreranno i liberi agli schiavi e viceversa, ma quali sono gli aspetti più folli della ruota zodiacale? L’Ariete esprime la sua follia nella sua assenza di limiti, tutto è  possibile di conquista. Non scorge ostacoli l’Ariete lungo il suo cammino, solo opportunità per sfidarsi e cimentarsi in nuove imprese mai tentate prima. L’Ariete vive di continui slanci in avanti che possono portarlo ovunque o trattenerlo in un’eroica avanzata infinita senza giungere mai veramente. Il Toro è matto? Lo è quando desidera, quando si immerge nel piacere di possedere e nella golosità di gustare la sua vita. E’ folle nell’abbracciare totalmente l’esperienza terrena, il suo dimorare nella materia può rappresentare un buon radicamento o lo smarrimento attraverso i sensi. Nel segno dei Gemelli cessa ogni verità assoluta, qui ogni cosa è reale e giusta e così anche la sua opposta. La sua follia è il potenziale della totale inclusività così come della sua continua divisione. Può l’amore essere folle? Lo è certamente, nell’intima carezza di tale sentimento, il Cancro, che nel ricordo ritrova e smarrisce il suo cuore in un abbraccio eterno di affetto e malinconia. E’ matto anche il Leone a volte nella sua grandezza, la sua luce vince le tenebre o acceca cedendo loro la vittoria. E per coloro che sono dominati dall’ordine e dalla razionalità? Non diviene follia anche il dettaglio più minuzioso per la Vergine? La Bilancia è nell’atto della scelta che diventa matta, nel rivedere continuamente il suo pensiero confrontandolo con quello altrui che è si capace di mettersi in discussione ma anche di seguire strade che non le appartengono. Lo Scorpione si riscopre libero e schiavo nella tentazione, forze potenti lo trascinano aldilà di ogni forma morale, di ogni schieramento, di ogni ordinamento. E’ matto colui che si sente vivo quando ogni confine si dissolve? La visione sognante del Sagittario lo rende spesso irraggiungibile, sempre rivolto verso mete ideali lo si attende costantemente dal ritorno di un lungo viaggio. Nel Capricorno la follia è dominio, comando su di sè e su tutta la sua realtà. E’ nell’Aquario che il Matto si esprime in genio e sregolatezza, colori vivaci, idee ingegnose e innovative, è in questo segno che le regole dissolte vengono riscritte. Infine nei Pesci la follia è assenza di confine, egli si riconosce nella figura che cammina, nella strada camminata, nel bastone che sostiene i passi, nel peso dei pochi averi che ha portato con sè, nel cane che morde, nel morso che fa male ma trattiene. La follia del dodicesimo segno zodiacale è quella karmica che tutto ripete, tutto blocca, confina oppure libera definitivamente. La follia come possibilità è una risorsa evolutiva che spesso giunge in nostro soccorso per liberarci, la temiamo e la ammiriamo per il suo modo sconsiderato di sfidare ogni buon gusto, qualsiasi precario equilibrio raggiunto. Tuttavia la follia a volte si trasforma in un demone interiore quando il suo invito non ci risulta accettabile, ci fermiamo perdendo di senso. Sta a noi il compito di conoscere qual’è il matto che si nasconde dentro e iniziare a giocare con lui.

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