È tempo di riconoscere le nostre necessità.
Ciò che chiama forte dentro di noi ma anche tutto quello che ci sollecita dall’esterno.
La violenza, la cattiveria, l’ingiustizia, la prepotenza che si scontrano con il nostro sentire non sono più tollerabili.
Non è più tempo di attese passive, il lasciar correre, l’accettazione, le spiegazioni superficiali, la compiacenza colpevole.
Quell’adattarsi che diventa anestesia.
È tempo che le nostre emergenze trovino voce e spazio, quel posto che meritano al tavolo della vita.
Lasciamole esprimere con tutta la loro travolgente sincerità, lasciamole gridare e prendere il sopravvento.
Alziamo la voce con parole di pace, di libertà di amore e facciamo che questa sia la vera emergenza da ascoltare.
Lei porta con sé l’energia antica del fuoco, la forza dirompente dell’acqua che rompe gli argini, il metallo che fonde, l’aria che ci consente di volare, la terra che ci offrenutrimento.
Riconoscere ed abbracciare l’emergenza ci permette il cambiamento, ci spinge forte al nostro io più vero, a riconoscere ciò che per noi è essenziale e non più differibile.
L’emergenza ci smuove dal profondo e quando è condivisa muove e crea nuovi mondi.