Numero tre: 2+1=5

Ma se starò bravo mi amerai?

Ma se starò bravo mi amerai?

Che cosa hai oggi, ti vedo silenzioso. Perché non mi parli, ho fatto qualcosa di sbagliato? Potevi dirmelo che ci eri rimasto male. Ma chissà che cosa ha oggi. Ma perché non mi vuoi dire che cosa è successo.

Li vedo dietro le spalle ora. Una figura nera è nascosta dietro il tallone destro. Un’altra a forma di fiamma si è attaccata al fianco sinistro.

Cinque passi più indietro c’è una figura alta, longilinea, non si muove quasi, come un blocco che non permette il passaggio. Altri due passi e c’è un’altra, questa volta è sdraiata a terra, si contorce dalla paura, ha un coltello trafitto nel cuore.

Se poi alzi lo sguardo, un po’ più in alto, cento figure. Chi sdraiato, chi alto, chi piccolo, chi saltellante. Guardano tutti verso di lui, chi fa il tifo, chi si dispera, chi è scappato.

Ma lui proprio non ne vuole sapere di parlare. Contorto dentro, indispettito, come dominato da forze sconosciute. Non parla, non può essere amabile. Non sa perché ma non può.

La notte lo visita una bambina, avrà tre anni. Vestita di giallo, con i calzini con il pizzo. Lo guarda con occhioni grandi e non parla. Gli occhi, tristi. Lo sguardo perso. Ma gli fa una domanda, come un urlo.

Lui non sente. Al risveglio inquietudine. Si incista nello stomaco e non lo abbandona per tutto il giorno.

Esce, va in giro in moto, il vento lo stordisce. Un incidente. Ospedale. Un altro sogno. La bambina, ancora.

Questa volta urla: svegliati! Mettimi al mio posto, gli sta gridando, quando si sveglia.

Uscito dall’ospedale, decide. La fiamma riemerge, un crampo al polpaccio. E finalmente fa quella telefonata.

Sei mesi dopo, è in treno. Sta tornando a casa, felice. Non è solo, questa volta. Accanto sua figlia che gli sorride. Ora ha trovato casa.

WMagazine si co-crea con chi lo legge

Se questo articolo ti ha toccata, se qualcosa ha risuonato — o anche se ti ha disturbata, interrogata, messa in movimento — scrivimi.
Raccontami cosa hai sentito leggendo. Quali domande ti sono emerse. Dove ti sei riconosciuta.
Non cerco consenso, cerco dialogo. Educato, aperto, vivo.

Altri articoli

Dove respira la tenerezza
Daniela Lozza
Ci sono momenti in cui la vita diventa aspra. Non drammatica, non necessariamente tragica. Solo spigolosa, poco maneggevole, difficile da abitare. La tentazione è stringere i denti. Indurirsi. Diventare più funzionali,...
“Tu non mi stai ascoltando! Stai già pensando a cosa dire”
Enrica Zerbin
“Tu non mi stai ascoltando. Stai già pensando a cosa dire appena avrò finito di parlare.” Me lo disse un uomo che conoscevo poco, una sera fuori da un teatro....
Oltre lo specchio: il coraggio di restare autentici
Daniela Lozza
Ricordo l’adolescente che ero.In testa un turbine di sogni, convinzioni assolute, la sensazione che tutto fosse possibile. Credevo che bastasse volerlo, che il mondo dovesse in qualche modo accorgersi della...