Numero tre: 2+1=5

Nel cuore della notte

Nel cuore della notte

Il cerchio e il fuoco

Eccole in cerchio, al centro c’è un fuoco che sembra bruciare detriti: lettere, passi, pensieri, e bastoni messi a chiudere l’entrata. 
I detriti sono ostacoli per impedirmi di uscire da colei che penso di essere. 

Rimango a guardare, l’aria della notte è umida e si sente l’urlo della civetta che è solita svegliarmi di soprassalto nel cuore della notte.

Nel cuore della notte…

Non trovi sia un’espressione poetica?

Sono entrata così tante volte nel cuore della notte con gli occhi sbarrati e il respiro corto, che potrei raccontarti storie del terrore fino a domani. Ho sentito dire che “casa è dove ti puoi addormentare”. Quanto è vero.

Sentire di essere al sicuro anche nella vulnerabilità del sonno, e sapere che niente di male potrà accadere: è la sensazione più bella mai provata.

Il cerchio delle donne

In quel cerchio intorno al fuoco, alimentato da vecchie abitudini e confini di carta, c’è un dolce mormorio, frasi che muovono lievemente labbra di donna.

Sono preghiere, dichiarazioni d’amore, respiri caldi.

Sono tutte sedute e si tengono per mano. Sono io. Tutte le donne in un’unica donna.

Riconosco la bambina amata ogni tanto, solo quando c’era tempo, e lei è lì, persa nelle sue fantasie, l’unico modo che ha per sopravvivere è immaginare l’amore. E lo sa immaginare così bene che lo crea davvero, lo irradia e si espande dal suo piccolo corpo.

Tiene per mano la donna Tradita, la Dimenticata, la Musa, l’Invisibile, la Madre senza sonno, la donna Dovere, stanca e spenta. La donna dalla stretta decisa e le spalle dritte è la Determinazione. Vicino alla donna Indipendente c’è una ragazza di una dolcezza rara, sorride, e intona un canto d’amore, sembra leggera come il petalo di un fiore; eppure, è la donna Quercia.

Le conosco tutte. Chi ha preso le sembianze di un’amicizia, chi di un uomo, chi di un lavoro, chi di un amore, altre si sono fatte conoscere durante un viaggio solitario, un incontro inaspettato, negli occhi dei miei bimbi e la loro ribellione, altre donne le ho conosciute solo guardando il mio riflesso allo specchio.

Sono tutte le relazioni che ho avuto, nell’illusione di confrontarmi con qualcuno fuori da me, per poi cadere nella realtà.

Quanto le ho biasimate queste donne ferite, cercando invano di lasciarle andare, abbandonarle nel bosco e scappare.

Dopo molti tentativi ho scoperto che non era possibile, e che avrei perso una parte importante di me.

Durante una lezione di psicologia esoterica ho sentito dire che le ferite sono le serve dell’Anima, perché è grazie alle ferite che evolviamo.

Ogni relazione accade con me…

La bambina ha reso possibile la scrittura, e la sua immaginazione è un flusso costante di ispirazione, la donna Tradita mi ricorda di non tradire me stessa, la Madre è la guardiana, il setaccio alchemico, colei che separa l’essenziale dall’inutile. Ognuna di loro mi ha permesso di iniziare il viaggio di ritorno verso casa.

Ed è a questo punto che il cuore della notte diventa un luogo sicuro dove posso riposare, spogliarmi di ogni cosa sapendo che niente di male potrà accadere al mio corpo indifeso, consapevole che l’alba mi troverà integra, sveglia, molteplice e semplice.

Una trasformazione che è iniziata con la decisione di vedere ciò che è, senza scorciatoie, ma attraversando la via stretta dell’alchimista.

So che ho ancora paura, so che solo io mi posso amare, e so che potrei non riuscirci, ma so anche che nessuno può farlo al mio posto e mi devo dar da fare.

Ora so che non sono da sola. Non sono solo una donna, sono tutte le donne, e ognuna è una risorsa, un’alleata che risponde al mio nome e sarà di sostegno durante il mio ritorno.

Mi dispongo in cerchio intorno al mio Cuore, l’Alchimista, e mi insegno l’Amore nella relazione con me stessa, mentre la civetta mi trova sveglia nel cuore della notte.

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