Numero dieci: Esuli e raminghi

Nella casa del corpo

Nella casa del corpo

 

“Noi non abitiamo regioni.
Non abitiamo nemmeno la terra.
Il cuore di coloro che amiamo è la nostra vera dimora”

Christian Bobin – Più viva che mai

 
 
Le radici sono i miei piedi, ben saldi a terra.

Le gambe diventano tronchi duri: sostengono con presente possenza la vita che si dispiega nel mezzo del torace, passa la linfa vitale dal cuore.

Le braccia sono i rami che si allungano verso il cielo, cercano di elevarsi dal suolo.

Fanno domande irriverenti squarciando e fendendo l’aria intorno.

I capelli, chioma florida e fiorente, dialogano con il vento e il sole.
Ascoltano e sussurrano incantati nei temporali estivi. Si elettrizzano con lampi e tuoni. Sono irrequieti in una giornata di canicola e afa.

Nel vagare incessante di questo corpo, ho abitato case e stanze, parlato lingue straniere, camminato e calpestato nuovi marciapiedi.
Mi sono persa nell’abbraccio di nuovi volti amici, venuti da paesi d’oltre oceano, con culture così diverse da domandarsi fino a dove fosse possibile la comprensione.
Rabbia e dolore, entusiasmo e espansione: perdere le radici comporta un viaggio di costruzione e rammendo continuo.

Significa riconoscersi creature di uno stesso universo, senza fissa dimora, con l’anelito costante di trovare il proprio rifugio e posto nel mondo. Una Casa che è forse un miraggio.

Eppure forse nell’impossibilità di fermarsi davvero, e nel non arrendersi e volersi continuamente meravigliare per quanto spazio possibile si possa abitare; esiste un luogo che ci consente di fermarci. Ovunque lo vogliamo.

Il corpo. Quella casa-tempio che ricorda sempre la prima sbucciatura per caduta dalla bicicletta al paesello, ma anche la corse tra i marciapiedi milanesi di un nuovo amore sbocciato, la paura nel petto quando uno sconosciuto ti segue nei quartieri malfamati di Parigi, o ancora incontrare un altro corpo e fidarsi nel mezzo del mare.

Quello è il luogo più sicuro a cui tornare, casa ambulante, storia emotiva, i cui segni del tempo celebrano nuove consapevolezze.

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