Numero otto: Solum, Soli, Solo

La voce del silenzio

La voce del silenzio

Volevo stare un po’ da sola per pensare, e tu lo sai. Ed ho sentito nel silenzio una voce dentro me. E tornan vive troppe cose che credevo morte ormai”.

Chi ha una certa età ha sicuramente riconosciuto l’inizio di una bellissima canzone cantata da Mina: La voce del silenzio. Il testo è ovviamente quello di una canzone d’amore ma io, che vedo ovunque qualcosa di sciamanico, non potevo non vederla anche in quest’ottica.

E se parlasse al proprio Daimon?

Per lo sciamanesimo ciascuno di noi è affiancato da un Daimon o Animale Totemico o Animale di Potere che rappresenta la nostra medicina animale di questa vita, dal primo all’ultimo respiro. Il Daimon ci dona la sua forza, le sue caratteristiche, la sua protezione; il nostro legame con lui è talmente forte che a volte è persino visibile una certa somiglianza fisica.

Il Daimon è la nostra parte più profonda, il collegamento con la missione della nostra Anima.
A volte però questo collegamento non si sente o addirittura si perde e questo accade quando ci allontaniamo dal percorso che la nostra Anima si era prefissata. Si finisce così col navigare a vista, senza una direzione, come un vascello senza le vele ed in questo naufragare si rischia di perdere il collegamento con la Vita, con la sua Rete e con se stessi ed è allora che ci si sente soli sul lavoro, in famiglia, nelle amicizie, persino in mezzo alla folla di un concerto.
Nella nostra società ed in generale in tutto l’Occidente, questo può accadere spesso, poichè la cultura di riferimento spinge il singolo a coltivare la propria individualità e spingendo la collettività a considerarsi meglio di ciò che la circonda; quindi, non c’è rispetto per chi è diverso, per le altre specie, per la Terra in generale. E anche nei casi in cui c’è della consapevolezza, essa è spesso accompagnata da un senso di supremazia che pone l’uomo in cima ad una piramide. Quindi per il pensiero sciamanico l’uomo si è auto isolato nel momento in cui, per arroganza, cultura o immaturità si è allontanato dal cerchio della vita per mettersi in cima ad una fantomatica piramide. Nel cerchio non si è mai soli, mentre lo si è in cima ad una piramide. Avete presente quando si dice “salviamo il Rinoceronte Bianco o salviamo la Terra”? L’intento è nobile, ma la verità è che basterebbe iniziare a comportarci diversamente e nessuno avrebbe bisogno di essere salvato…

Quindi cosa fare quando ci sentiamo soli?

Lo sciamanesimo consiglia di immergerci nella solitudine e nel silenzio proprio per ritrovare la connessione con noi stessi e con il nostro Daimon. Un esempio è l’esperienza chiamata Eremitaggio, ovvero passare del tempo in completa solitudine, in un luogo della natura ed in totale silenzio. In questo isolamento autoimposto, spesso scomodo, il silenzio si fa sentire come un urlo nella notte, violento e prepotente, come un richiamo al nostro Daimon, a noi stessi, al nostro potere personale, permettendo così la riconnessione profonda con ciò che ci guida, circonda e di cui facciamo parte.

La solitudine diviene quindi una percezione personale, una ricerca o una cura, spesso necessaria per comprendere che, se siamo nel nostro giusto posto, se viviamo la vita a cui ci siamo destinati, non siamo mai soli perché siamo profondamente in contatto con il Tutto, connessi alla Rete della Vita e agli abitanti dei Tre Regni (il Regno Animale, Vegetale e Minerale).

Per alcune persone, la ricerca della solitudine è una vera e propria esigenza, dettata dalla natura del proprio Daimon. Chi è affiancato da una medicina animale come l’Orso, il Lupo, il Leopardo delle nevi, il Bradipo, la Tartaruga terrestre, il Rinoceronte, la Talpa (e molti altri), è un soggetto che nella solitudine ritrova se stesso e la propria centratura. Quindi per lui sarà naturale abbracciare pratiche come la ricerca di visione, l’eremitaggio o la meditazione.

Coloro che invece in questa vita sono affiancati da una medicina animale che vive in branco o addirittura in colonie come Elefanti, Formiche, Pipistrelli, Api, Gabbiani, Pinguini, Cavalli (e molti altri) possono non sentire l’esigenza della solitudine, ma al contrario possono tendere a fuggirla e quindi ritrovare la propria centratura all’interno del gruppo, che sia nella famiglia, nel lavoro o nelle amicizie.
Nonostante questo, lo sciamanesimo consiglia a tutti pratiche di silenzio e solitudine nei momenti di difficoltà, per la loro capacità di riconnettere profondamente con il Tutto. Per alcuni potrebbe sembrare più difficile ma – fidatevi – ne vale la pena!

Come dice la canzone di Mina “E chi ho tanto amato, dal mare del silenzio, ritorna come un’onda nei miei occhi, e quello che mi manca nel mare del silenzio, mi manca sai, molto di più. Ci sono cose in un silenzio che non mi aspettavo mai. Vorrei una voce. Ed improvvisamente ti accorgi che il silenzio ha il volto delle cose che hai perduto. Ed io ti sento, amore, ti sento nel mio cuore, stai riprendendo il posto che Tu non avevi perso mai”.

La canzone di Mina ha per me un finale meraviglioso, specialmente nel verso “ci sono cose nel silenzio che non mi aspettavo mai”. Questo è il silenzio sano, la solitudine sana che ci permette di ritrovare una connessione alla Vita che in verità…“non si era persa mai”, ma era solo nascosta sotto un cumulo di paure e confusione.

WMagazine si co-crea con chi lo legge

Se questo articolo ti ha toccata, se qualcosa ha risuonato — o anche se ti ha disturbata, interrogata, messa in movimento — scrivimi.
Raccontami cosa hai sentito leggendo. Quali domande ti sono emerse. Dove ti sei riconosciuta.
Non cerco consenso, cerco dialogo. Educato, aperto, vivo.

Altri articoli

Funambolo
Alessandra Ronchetti
Mi piace definirmi perdente.Certamente non nell’accezione perdente/vincente.Perdente perché amo perdermi, è sempre stata una mia caratteristica,un talento diciamo.Ho sempre amato perdermi perché in questo movimento trovo tanta libertà.La possibilità di...
Sentire senza diventare
Serenella Panaro
L’Emergenza ha due facce. Una guarda il pericolo. L’altra guarda l’orizzonte. E la teoria polivagale ci dice qualcosa di preciso su come il sistema nervoso le tiene insieme. Una gerarchia...
La sfilata e il nero
Lucia Merico
Il nero sfila con aria sicura. Entra per primo, occupa il centro, sceglie la sedia migliore. Tu arrivi dopo, con la tua giornata addosso: messaggi, liste di cose da fare,...