Accade così.
Sei fuori con gli amici, una bella serata, del buon cibo, risate, sorrisi, discorsi vari su argomenti più o meno interessanti.. bevi un sorso dal tuo bicchiere.. ti estranei un attimo e inizi a guardare la scena che stai vivendo come se fossi uno spettatore al cinema..e poi arriva un pensiero..
“Questo non è il mio posto”
E’ un lampo. Poi sparisce.
Ma il suo messaggio si è fissato nella tua mente. E nel tuo corpo.
E non se ne va più via.
Allerta.
Sgomento.
Confusione.
Una sensazione strana ti pervade. Qualcosa che non hai mai provato, ma che ti scuote fin sotto le ossa e la carne.
Da dove arriva quel pensiero?
Chi l’ha creato nella tua mente?
E’ nato come corrente elettrica tra i neuroni del tuo cervello, il suo passaggio ha creato all’interno delle tue cellule cerebrali dei neurotrasmettitori che si sono diffusi nel tuo corpo e hanno raggiunto i tuoi organi, iniziando a farsi sentire anche nella materia: il tuo respiro si è bloccato per una frazione di secondo, il tuo cuore ha iniziato a pompare sangue più velocemente, i tuoi occhi si sono leggermente sgranati guardando l’orizzonte in cerca di qualcosa, i tuoi muscoli si sono impercettibilmente tesi, pronti per reagire.
Dall’astratto al concreto.
Dall’invisibile al visibile.
Da un pensiero ad una reazione fisica.
“Questo non è il mio posto”
La tua parte razionale (quella del tuo emisfero sinistro, rigoroso, calcolatore, concreto, perfezionista) inizierà a sminuire quel pensiero con una grande oggettività, mostrandoti tutti gli elementi che ti confermano che invece sei esattamente dove devi essere, con le persone con cui devi stare, nella vita che stai esattamente vivendo.
Tutto è perfetto così com’è.
E in effetti tutto è come deve essere, apparentemente non c’è nulla “fuori posto”..
Ma il tuo corpo inizierà a mostrarti altro, se avrai orecchie e cuore aperti per ascoltarlo.
Alcuni discorsi che prima ti appassionavano, ti sembreranno banali e sterili, e ti ritroverai a sbuffare alle solite battute, a sollevare le sopracciglia nel sentire certe ovvietà.
Alcuni atteggiamenti che fino a quel momento per te erano “normali” diventano quasi fastidiosi, te ne accorgi dai brividi lungo la schiena o dalle strette silenziose allo stomaco, anche senza aver mangiato nulla.
Inizierai allora a osservare la tua vita con occhi diversi, da una prospettiva più ampia, più universale, più allineata al tuo emisfero destro (creativo, visionario, lungimirante, accogliente).
Inizierai per la prima volta a non dare nulla per scontato, nemmeno te stesso, e comincerai ad ascoltare con più attenzione le domande nate da quel pensiero, snocciolandole una per una come le perle di una preziosa collana o i grani di un japamala meditativo:
“Io chi sono?”
“La vita che sto vivendo è ciò che realmente voglio?”
“Qui posso mostrarmi per ciò che sono?”
Entrerai così nei campi dell’Anima, la tua parte più antica che abita il tuo corpo da sempre e che ha scelto il momento perfetto per farti sentire la sua presenza. Ora.
Quel sentirsi fuori posto è la chiamata della tua Anima verso Casa, la sua vera Casa.
Non quella che hai scelto seguendo l’illusione della sicurezza, del senso del dovere, del compiacimento o della sopravvivenza.
Ma la Casa in cui la Sua luce non spaventa, ma illumina.
La Sua voce viene ascoltata senza bisogno di essere urlata, ma bisbigliata sottovoce.
Il Suo sguardo viene compreso senza spiegazioni e analisi logoranti.
I Suoi silenzi densi di parole sono accolti, e non temuti e riempiti con vacuità.
Il Suo Essere senza maschera è ispirazione, e non un problema da risolvere o nascondere.
La tua Anima è in cerca di Casa, disperatamente.
Lei è venuta qui per ritrovare se stessa e il luogo che da sempre le appartiene, per ricongiungersi con le persone che da sempre le appartengono.
Lo fa con grazia e delicatezza, facendo nascere in te pensieri e domande profondi e introspettivi.
Lo fa con la consapevolezza che le ci vorrà tempo e pazienza per fartele sentire, poiché sa che la realtà in cui vivi, la realtà del fare e non quella dell’Essere, ha completamente assorbito la tua vita, e sa che il cambio di rotta deve essere graduale per poter essere compreso e incarnato.
Il “sentirsi fuori posto” diventa quindi il suo meraviglioso messaggio d’amore che ti condurrà, se sarai così impavido da ascoltarlo, verso l’allontanamento da tutto ciò che conosci, per esplorare luoghi sconosciuti alla ricerca di una meta che non hai mai visto: Te stesso.
Ti sentirai in esilio, come uno straniero che si sveglia in una terra che non gli appartiene, che non riconosce più come sua e che sceglie di partire per un viaggio in solitaria che lo riporterà da dove proviene.
In quel viaggio sentirai affiorare un senso di emergenza e di progressivo distacco dalla tua realtà mai provato prima, ma sarà una soglia necessaria da attraversare per farti muovere i primi passi verso il cambiamento (https://wmagazine.it/contenuti/affiorare-dallacqua/).
Ti perderai in un bosco buio dove i tuoi talenti avranno terreno fertile per venire alla luce e accompagnarti alla prossima tappa (https://wmagazine.it/contenuti/luce-oltre-il-buio/).
Incontrerai le persone in modo nuovo, lasciando che ti mostrino le parti di te che fai fatica a vedere e riconoscere, ed esse saranno nutrimento prezioso per sapere dov’è Casa (https://wmagazine.it/contenuti/specchio-riflesso/).
Sarai solo, ma sempre accompagnato dalla tua Anima che ti guiderà come un faro facendoti comprendere il vero Senso del tuo viaggio verso Casa (https://wmagazine.it/contenuti/io-sono/).
“Ricorda, c’è sempre un’altra via anche se devi perderti per trovarla” (Matangi a Vaiana, Oceania 2)