Quando cresci senza base sicura, e non lo sai neppure, è un vero casino.
Scambi per protezione ciò che protezione non è mai stato e continui a camminarci dentro, credendo che se cammini vacillando sia normale o un tuo problema.
Quando scopri che in realtà quel pavimento disconnesso e incerto, quelle sabbie mobili sono state costruite pezzo dopo pezzo da tua mamma e tuo papà e dagli avi e compagnia cantando, la storia si fa diversa.
Liberante e incasinata.
Quando lo capisci, è necessario alzare i muri, per proteggere un terreno così farinoso e argilloso.
Ne so qualcosa.
La base sicura è fatta di frammenti di vetro, appezzamenti di terreno scambiati per solidi ma uniti tra loro da crepe che da un momento all’altro possono aprirsi come voragini.
Se non sei stata amata bene, ti porti come zavorre accese macigni ai piedi incollati.
Ti trascini con la bava al cuore assetato di terra promessa.
E quel paradiso perduto che mai hai sentito nella carne – esiliata e bramosa di patria – scambi parvenze di appartenenza con briciole di attenzione e mesi di sicurezza, accoccolata su un divano morbido.
Ma la terra ampia e solida che mai hai sentito ha da abitare e insediarsi dentro.
Ormai inutile cercarla fuori.
Ripeteresti solo un copione che ti ha distrutto.
All’inizio dovrai ergere dei muri neri altissimi di protezione del terreno pelle viva.
Talmente alti che a volte non potrai accedervi neppure tu.
Neri, tetri, bui.
Poi, potrai.
Con infinita morbida tenerezza, una volta che la carne viva si è un po’ cicatrizzata e ha formato uno strato di protezione, iniziare a soffiare la dolcezza come un leggero vento che plana delicato e cicatrizza con dolcezza.
Stagione dopo stagione, con pazienza madre.
Solo quando il terreno sarà diventato crosta terrestre, potrai abbassare i muri.
Un livello per volta.
E con chi – il tuo sistema di difesa, gli scudi alzati, te lo permetteranno – lo saprai.
A chi mostrare la tua tenerezza, quando ti sentirai al sicuro te lo dirà il tuo corpo che potrà mollare il controllo, ridere senza freni, e accoccolarti.
Il tuo black sarà sempre lì.
La tua morbida base sicura, costruita con tanta fiera tenerezza.
Nessun uragano potrà più scorticarla.
Muri neri che come ponti levatoi potrai ergere in qualsiasi momento.
Fiera del tuo cammino, fondatrice di una nuova patria, dalla quale incontrare nuove terre