Fin dall’alba dell’umanità abbiamo osservato con curiosità, fascino e sorpresa il cielo e i suoi fenomeni straordinari. Albe e tramonti, lune che giocano a nascondino, eclissi, stelle che ruotano stagione dopo stagione, alcune che rimangono sempre fisse, lacrime argentate che attraversano il firmamento facendosi custodi di messaggi segreti, speranze e desideri. Nel cielo abbiamo costantemente intravisto una finestra che si affaccia sul grande mistero della vita.
Da dove veniamo? Quale significato ha la nostra esistenza? Ci sono altre forme di vita?
Nel cielo sembriamo scorgere un universo lontano, quasi astratto data la sua vastità, qui dimorano esseri giganti quali stelle, pianeti, asteroidi, buchi neri e particelle infinitesimali eppure tanto potenti da creare o distruggere intere galassie.
E’ in questa casa sopra il mondo che dimora una buona parte del sacro dell’umanità, dai tempi antichi fino a quelli più moderni, in cui la religione imperante è la scienza, abbiamo cercato di carpire le origini della vita, le leggi e i cicli che la governano osservando il firmamento.
Nel passato l’espressione spirituale e quella razionale non erano divise come lo sono adesso: scienza, magia, matematica, superstizione, medicina e occulto erano considerate vere e proprie discipline e pochi erano coloro che potevano dedicarsi allo studio di conoscenze tanto prestigiose. Sciamani, sacerdoti, alchimisti, streghe, clerici, esoteristi ma anche filosofi, matematici, scienziati e dottori, figure che esercitavano un ruolo importante all’interno del tessuto sociale, negli intrighi politici, nelle operazioni militari, durante le epidemie, le carestie, i terremoti e altri fenomeni naturali. Era, ed è così ancora oggi. Nei momenti in cui l’uomo si ritrova a contatto con il mistero: nella nascita, nella morte, nella malattia, nell’alternarsi di epoche, di rivoluzioni ed evoluzioni, l’essere umano ricerca la conoscenza segreta, quella che lo scuote dalla semplice e abitudinaria sopravvivenza quotidiana , gli solleva il capo e dirige il suo sguardo verso il cielo stellato.
L’astrologia fa parte di questo corpus di conoscenze esoteriche, tenta di trovare una lettura del mistero della vita e dell’esistenza dell’umanità attraverso lo studio dei movimenti di stelle e pianeti, poiché, sebbene il cielo appaia come una casa primigena sopra il mondo, l’uomo ha affidato alle stelle, ha proiettato nei pianeti, la sua storia, i suoi miti, i suoi archetipi psichici e i suoi dèi. Infatti è nelle facoltà dell’universo creare le stelle ma è dell’uomo l’intento di disegnare costellazioni unendo le sfere di luce tra di loro, rappresentando le proprie antiche storie.
Lo studio astrologico è l’osservazione dei movimenti dei pianeti all’interno delle costellazioni e dei miti dell’uomo, troviamo così dei significati riguardanti i passaggi di vita individuali e collettivi. Scopriamo di percorrere il viaggio dell’eroe sui modelli psichici, ancora tanto potenti, delle grandi e antiche leggende. Questi modelli psichici, antichi ma ancora tanto vivi e attuali da influenzare le dinamiche umane, sono il motivo per cui gli astrologi possono prevedere dei potenziali scenari futuri e dunque svolgere un vero e proprio atto oracolare. Lo sapevano i sumeri, i babilonesi, gli antichi egizi, i greci, i maya, tutte le antiche civiltà che hanno fatto la storia misuravano i propri passi sul modello astrale. Ed è proprio dagli studi astrologici più antichi, come l’astrologia vedica o i calendari maya, che hanno origine le grandi profezie.
Allineamenti di pianeti, transiti in questa o quella costellazione che attivano nell’inconscio collettivo un mito, una dinamica psichica di luce e oscurità, di creazione e distruzione, una ruota ciclica karmica apparentemente infinita destinata a riportare in vita lo stesso mito ripetendolo continuamente.
Questa interpretazione dei cicli di vita dell’uomo, che oggi vengono diffuse come superstizioni da intrattenimento per il popolo, erano, e sono anche adesso, considerate dai potenti che cercano continuamente di creare una corrispondenza tra le loro azioni politiche, militari e religiose e gli archetipi psichici celesti. Scelgono appositamente di continuare a mettere in scena un mito, una stessa storia, di mantenere costantemente attivi dei ruoli che in pochi agiscono e in molti subiscono.
Un esempio che posso riportare è quello di Hitler che per le sue campagne militari si affidò agli studi dei transiti astrologici, egli però perseguitò astrologici ed occultisti indipendenti e liberi dal pensiero nazista per timore dell’influenza oppositiva che potevano esercitare sui generali e sul popolo.
Oggi la persecuzione è più sottile, l’astrologia viene derisa pubblicamente. Tuttavia, chi sa ancora leggere i miti nelle stelle, riconosce le profezie che si compiono. Il cielo osservabile dalla terra è sempre più contaminato da inquinamento luminoso e satelliti che contribuiscono a creare una cappa nebulosa tra noi e il firmamento. Diventa sempre più difficile sollevare lo sguardo, contemplare l’infinito mistero alla ricerca di un senso profondo, siamo troppo fagocitati da copioni che non abbiamo scelto e che non sappiamo come cambiare.
Età dell’oro e apocalissi si susseguono in una ruota senza fine, assistiamo alla nascita di nuovi eroi, di carnefici, di vittime, l’eco di un mito che ci tiene prigionieri. Eppure, in questo ripetersi, abbiamo l’incredibile opportunità di capire cosa ci fa aderire ancora a questa storia, alla sua dinamica.
L’astrologia ci consegna le chiavi per liberarci da un’esistenza dominata da archetipi psichici potenti e ormai sconosciuti, ci spinge a riconoscere quando si attivano e perché. Il termine apocalisse ha il significato di “rivelazione”, nello specifico la rivelazione della fine dei tempi. Ma questa fine dei tempi è ciclica, presente in numerosi miti antichi. Un esempio è il Ragnarok, la battaglia finale degli dèi norreni contro le forze del caos dove luce e oscurità sono destinate ad annullarsi a vicenda ponendo fine ad un mondo e facendo ricominciare tutto da capo, ancora e ancora.
Ma nel mito dell’apocalisse è presente una rivelazione occulta, quella che ci fa comprendere il ripetersi ciclico, la fine dei tempi allora consisterebbe nella cessazione del karma, nell’abolizione di qualsiasi copione.
Adesso che nuovamente tutto sembra ripetersi posso cercare il mito dentro di me, le ragioni per cui questa storia, questo ruolo parla ancora attraverso di me, posso andare incontro alla mia rivelazione, posso assolvere me stessa dal mio karma, posso assumermi la responsabilità di un tentativo diverso, che sfida futuri già scritti.