Numero Zero: Andare Oltre

La mia crisi come rottura

La mia crisi come rottura

È stato un mese intensissimo. Professionalmente e personalmente.

Dicono che non ci si debba identificare con il proprio lavoro. Eppure io ci ho sempre messo anima e cuore. E corpo.

Tutto quello che ho provato in questi ultimi mesi, in crescendo, mi ha portata a dover aderire sempre di più a ciò che sento. Non potevo più ignorare quello che il mio cuore, con tutto il suo fuoco, mi diceva.

Sentivo che la mia vita non era più allineata a me, nella mia essenza.

Le vicende mondiali mi hanno toccata in profondità, a tal punto che non potevo più non farle diventare parte della mia quotidianità. Anche nel lavoro. Anche in ciò che facevo giorno dopo giorno.

Superata la metà della mia vita, la chiamata a esserci è diventata sempre più prepotente.

Esserci. Questa è diventata la parola dominante. E aderire, l’altra. Fare ed essere tutt’uno.

È come se il filo della mia vita si stesse dipanando con sempre più chiarezza. Da quando sono nata, settimina, a oggi.

Ho “visto” tutto. E più aderivo a me, più il coraggio di essere cresceva.

La ‘crisi’ che ho attraversato — proprio come una rottura nella mia terra — mi ha liberata dentro.

Oggi sento unità. Pur nei tentennamenti, ma c’è una differenza sostanziale: accolgo ogni sentire. Anche quelli spiritualmente non corretti.

Mi do quel grande permesso di essere sbagliata.

Ogni dio è caduto. Anche quelli che avevo sposato negli ultimi anni.

Sto correndo il rischio di essere me. Anche davanti agli dei. Anche davanti alla mia anima.

E inizio ad assaporare la vera libertà. Davanti a chiunque mi dica cosa sia l’anima, l’al di là, l’abbondanza, la fede.

So che questa è l’unica via possibile: incarnarmi in ogni piccola parte di chi sono. Comprese tutte quelle parti sottili e silenti che fino a oggi avevo censurato.

E ce ne sono. Ce ne sono sempre. Anche quando te la racconti di essere libera.

A oggi ho compreso che se stai realmente nel processo di te, non c’è giorno uguale. Se stai dentro, non puoi che stare nel flusso. E non ci sono verità assolute, ma terre sicure nell’impermanenza.

Non sono nata con una base sicura. E non l’ho mai avuta.

Oggi sto creando la mia. Che è anche fatta di incertezza. Quell’affascinante possibilità di esistere.

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