Capisco, comprendo, eh sì, già, immagino…
Quanto linguaggio abbiamo per far comprendere all’altro che ci siamo sintonizzati su di lui mentre lo ascoltiamo?
Ma, un attimo, stiamo ascoltando? O stiamo solo annegando nel nostro chiuso universo…
Mentre stiamo scrivendo o pronunciando tali piccole parole, come ci stiamo sentendo dentro? perché di sicuro arriverà quello all’altro…
empatia, empatia, empatia
Almeno una briciola di empatia ti prego
Una goccia sperduta nell’oceano del disinteresse, delle girate di spalle, degli occhi vuoti e distratti che si perdono verso altro o nei meandri di una scatola misteriosa e affascinante…
nel marasma delle parole vuote, lanciate al vento senza atterrare, del mondo superficiale che tutto nomina e nulla radica o sente
Una goccia persa data in pasto a chi tutto sa fare e dire (e baciare…), della banalizzazione dei sentimenti, spettacolarizzazione delle tragedie, sbandierate senza cura e sacralità
Per non parlar dei gesti: il busto bello indietreggiante, gli occhi abbassati, le braccia conserte, le gambe accavallate…
Le risposte furtive, le interruzioni di frasi (ah sì certo capisco benissimo — ma cosa capisci se manco io lo so come mi sento, e non ho neppure finito la frase)
E poi il ribaltamento: anche a me è accaduto, quella volta in cui, sai aspetta che ti racconto
E crolla l’universo degli empatici che stavano facendo il tifo ancora una volta, speranzosi…
Cercasi, sì, disperatamente nei finti coinvolgimenti, nelle lezioni perfette e altisonanti di chi tutto già ha capito, tutto già ha sentito, tutto già ha vissuto
Niente e nessuno ha incontrato…
Ma se io ti do la mia empatia, tu poi sei capace di riceverla e riconoscerla anche se non ha perfettamente le parole che volevi tu? e tu, come ti senti ad essere finalmente ascoltato e visto?
Disagio, eh?
Sappiamo ricevere ciò che stiamo così tanto chiedendo e urlando sopra le schiere degli angeli?
Allora, sediamoci, suvvia: mi dedichi 5 minuti?
Come stai?
Puoi sintonizzarti su di me, fare un passo (interiore) verso di me per ascoltarmi?
Sei sufficientemente stabile su di te per poter lasciare entrare un altro sentimento o emozione diversa dal tuo?
Puoi non costruirmi addosso, o sopra, o dentro, o sotto, i tuoi castelli di interpretazioni e consigli e esempi e ancora interpretazioni…
Puoi sederti solo e semplicemente davanti a me?
Guardarmi negli occhi, ma non per troppo tempo, in modo morbido?
Puoi stare come se… accadesse a te?
E semplicemente… sentire con me
Così mi sentirò meno solo in questo pazzo mondo
E te lo prometto, ti dirò veramente come mi sento.
E sarò disponibile ad ascoltarti, a lasciarti entrare senza farmi invadere da te, e tu da me.