In ogni cielo di nascita si considera un punto immateriale del cielo che viene calcolato matematicamente: la Lilith. Un nome suggestivo, una Luna Nera che si contrappone alla Luna visibile e reale del cielo.
La Lilith astrologica è un punto nero, astratto, eppure racchiude un profondo e denso significato spesso celato alla coscienza consapevole dell’individuo. Essa descrive la parte selvatica del Sé che non può essere addomesticata da nessun compromesso, da nessuna opinione, da nessuna circostanza. Lei rappresenta l’invito erotico e tentatore di abbandonare le mezze misure a favore della piena espressione, il suo sensuale sussurro si trasforma nel potente grido della ritrovata libertà, del coraggio, dell’indipendenza. La Luna Nera rappresenta una parte selvaggia e ribelle, il luogo apparentemente invisibile dove è stato nascosto il tesoro dell’ombra ovvero il potere personale.
Nell’essere umano della società attuale il tema del potere crea un certo disagio, tra chi lo brama e chi lo teme, spesso l’espressione della forza viene confusa con la violenza. Sono pochi i contesti nei quali un individuo può ancora fare esperienza della pienezza di Sé in modo sano e forse, questo, offre uno spunto per comprendere perché, ancora oggi, l’uomo dimora nel conflitto, nell’abuso. Il potere ha smesso di significare integrità, totalità del Sé e si è trasformato in supremazia.
Il viaggio evolutivo della Lilith astrologica ci spinge ad attraversare l’oscura, (intesa come sconosciuta, di cui non abbiamo consapevolezza), regione del nostro subconscio alla ricerca di un potere che è stato giudicato e condannato dal campo psichico e archetipico del collettivo, la totalità del Sé infatti rappresenta un pericolo per l’ordine prestabilito, lo sfida continuamente. Incontrare e conoscere la propria Luna Nera significa contattare tutto ciò che, senza nemmeno rendercene conto, consideriamo eretico di noi stessi, proibito, sbagliato.
E nel momento che l’uomo rinnega la sua integrità, teme e rifugge la libertà a favore di un addomesticamento che lo fa sentire al sicuro, Lilith diventa un demone esiliato, il potere della piena espressione di Sé viene soffocato e per questo diventa ambiguo, torbido, aggressivo, violento, distruttivo. Alla luce del Sole siamo individui sensibili, compassionevoli, altruisti, amorevoli ma nonostante ciò, il risultato che produciamo è ancora conflitto, prevaricazione, rabbia, dolore. Nelle circostanze su cui, sia individualmente che collettivamente, non riusciamo più ad esercitare controllo, il demone ferito lancia il suo grido non più selvaggio ma vendicativo.
Il lavoro evolutivo astrologico che si compie con Lilith è quello di recuperare e lentamente integrare, sul piano consapevole della coscienza, un’identità troppo a lungo rinnegata, è quello di imparare di nuovo ad essere totali, autentici, potenti.
Credo fortemente che un’umanità realmente pacifica sia un’umanità che prima di tutto non rinnega più se stessa e oggi, ognuno di noi può fare la sua parte. Ognuno di noi può scendere negli abissi neri e riprendersi, con responsabilità e amore, ciò che più c’è di eretico di Sé, senza più giudicarlo, cercando di comprenderne la storia, le cause, le origini. Immagino un’umanità futura dove sono cessati i roghi e le persecuzioni, dove “troppo” ha lasciato il testimone a “tanto”, dove la parola inclusività non ha tanto a che fare con etichette, gruppi, minoranze o maggioranze ma ricorda più il calore di un abbraccio intimo e totale che ha il potere di renderci ancora una volta interi e per questo umani.