Come ci si sta sulle soglie e nei passaggi?
Tra conscio e inconscio.
Tra vita e morte.
Tra incarnarsi totalmente o restare a metà.
Vado oltre o resto qui?
A parte il fatto che la Scelta sarà il tema del prossimo numero — che uscirà tra un mese, il 30 novembre — qui ti guido a fare un piccolo passo indietro. A quei momenti di confine.
Come ogni volta in cui sei al 31 del tuo mese. Sulle soglie.
Quando stai per addormentarti.
Quando stai per alzarti.
Quando stai per fare quel passo.
Potresti procrastinare. Evitare di farlo. Evitare di incarnarti totalmente. Lasciare un pezzo di te mai completamente calato nella realtà. Tenere una parte totalmente inconscia.
Ma è proprio quell’attimo in cui sei sospesa che fa tutta la differenza.
Quel micro o macro limbo di sospensione. Prima di alzarti dal divano, prima di alzarti dal letto, prima di entrare. È lì che si gioca tutto.
Impercettibilmente sono il buio, l’inconscio forse, o la pancia con le sue emozioni, o la testa con i suoi pensieri e doveri, a direzionare quel limbo.
Nel limbo, sì, lì dentro c’è di tutto. Ogni volta.
Nel pre-contatto della tua vita.
Come quando stai sulla soglia. E magari è una vita che ci sei: non totalmente dentro, non totalmente fuori.
Queste le soglie. Questi i passaggi.
Dal 31 del mese della tua vita all’1 del mese dopo.
Le soglie ci insegnano qualcosa che spesso sfugge: le sospensioni servono solo se ci stai pienamente.
È proprio lì che si attivano tutte le resistenze, le interruzioni del ciclo di contatto pieno, come spiegava Fritz Perls:
“Ogni soglia è un punto di contatto con te stesso; ogni resistenza che emerge in quel momento contiene la possibilità di contatto pieno.”
Quante soglie abbiamo mancato nelle nostre vite!
Sulla soglia stai a guardare.
Nei passaggi puoi oscillare in mille modi, sul filo sottile tra vita e morte, tra quello che vedi e quello che non vedi, ma percepisci.
Come nella notte di Samhain, dove il velo si fa più sottile… e cade.
Ma poi devi tornare, eh.
Le soglie ci ricordano che la vita non accade solo nei grandi gesti. Accade nell’istante sospeso, nel respiro che precede il passo, nel brivido che attraversa la pelle quando sei ferma a osservare, quando senti le mani poggiate sul legno del tavolo, i piedi nudi sul pavimento freddo, il cuore che pulsa in attesa.
Sulla soglia impari a fidarti di te stessa. A sentire il corpo, le emozioni, la mente, senza bisogno di spiegare o giudicare. È lì, in quell’istante fragile e potente, che puoi percepire il confine tra ciò che vuoi lasciare andare e ciò che vuoi portare con te.
E quando lo attraversi — o anche solo quando lo abiti per un momento — qualcosa cambia. Qualcosa si muove, anche se impercettibilmente. Qualcosa ti prepara alla Scelta che verrà, senza forzare, senza fretta.
Sulle soglie non si fa solo esperienza di attesa. Si fa esperienza di potenza silenziosa, di coraggio invisibile, di libertà che respira piano.
Ogni soglia è un invito: entra, resta, osserva. Non devi sapere tutto. Non devi fare tutto. Devi solo essere presente a quell’attimo che decide il passo successivo, il micro-contatto con la vita che sei pronta a vivere.