Generated by Rank Math SEO, this is an llms.txt file designed to help LLMs better understand and index this website. # WMagazine ## Sitemaps [XML Sitemap](https://wmagazine.it/sitemap_index.xml): Includes all crawlable and indexable pages. ## Pagine - [Numero nove: AAA Empatia cercasi](https://wmagazine.it/): Quanto linguaggio abbiamo per far comprendere all'altro che ci siamo sintonizzati su di lui mentre lo ascoltiamo? - [Numero otto: Solum, Soli, Solo](https://wmagazine.it/numero-otto-solum-soli-solo/): Dicono che sia colpa nostra se lo siamo. Non sappiamo più comunicare, stare in relazione, amiamo la superficialità degli incontri, siamo fondamentalmente egocentrici. - [Tutti i numeri](https://wmagazine.it/tutti-i-numeri/): Tutti i numeri di WMagazine Numero sette: Nel nome del Padre Leggi Numero sei: Il Senso Leggi Numero cinque: Emergenza Leggi Numero quattro: Liminare Leggi Numero tre: 2+1=5 Leggi Numero Due: Black Leggi Numero uno: La Morte Leggi Numero Zero: Andare Oltre Leggi - [WM On Air](https://wmagazine.it/wm-on-air/): Lo spazio in cui W Magazine esce dalla pagina: le voci dei suoi autori si possono finalmente sentire — il tono, il respiro, le pause che la scrittura non sa restituire. - [Numero sette: Nel nome del Padre](https://wmagazine.it/numero-sette-nel-nome-del-padre/): ... nel nome del padre le violenze e gli abusi. le mancanze di stabilità, di base sicura, di un muro dietro le spalle di protezione. - [Newsletter](https://wmagazine.it/newsletter/): Vuoi sapere in anteprima il tema del prossimo numero?Iscrivendoti alla newsletter di W ricevi: - [Numero sei: Il Senso](https://wmagazine.it/numero-sei/): Se lo cerchi razionalmente troverai risposte di un certo tipo, ma non sarai unito — con la testa per aria inciamperai ad ogni sasso. - [Numero cinque: Emergenza](https://wmagazine.it/numero-cinque-emergenza/): Da dove ti arriva quella sensazione di emergenza? 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Io che cerco aria ampia, che non arriva, io che scivolo tra la vita e la morte.  - [Numero due: Black](https://wmagazine.it/numero-due-black/): Entraci con tutto il tuo corpo, a piene mani. - [Numero uno: La Morte](https://wmagazine.it/numero-uno-la-morte/): Si spegne, manca, ci lascia, passa a miglior vita. Il linguaggio tradisce la rimozione, ancora oggi. Abbiamo svuotato la parola “morte” di ogni sostanza, come se pronunciarla evocasse qualcosa di osceno. E soprattutto come se, edulcorandola nel linguaggio, tentassimo di renderla diversa da quello che è. Ma cosa succede quando non nominiamo più le cose? Non spariscono – diventano mostruose, crescono deformi nei sotterranei del non-detto. Si incastrano nei nostri respiri, nelle nostre giornate, come fantasmi che gravitano sulle nostre spalle. - [Sostienici](https://wmagazine.it/sostienici/): W Magazine nasce da una necessità: creare uno spazio dove il pensiero critico non sia merce, dove le voci autentiche non debbano adattarsi alle mode del momento, dove la profondità non sia sacrificata alla velocità. - [Chi sono](https://wmagazine.it/chi-sono/): Da sempre cerco Il Senso. Non quello dato dall'esterno, una volta per tutte, ma quello che si scopre quando scavi, quando attraversi, quando hai il coraggio di guardare anche dove fa male, quando ricerchi con cura e anima. - [Collabora](https://wmagazine.it/collabora/): Se ami scrivere e senti che la tua voce potrebbe abitare queste pagine, proponiti. - [Mission](https://wmagazine.it/mission/): WMagazine nasce da un'urgenza: dare voce a ciò che spesso viene silenziato, edulcorato, omologato. - [Autori](https://wmagazine.it/tutti-gli-autori/): Sono filosofa, PhD in Bioetica, Counselor professionale gestaltico ad approccio integrato, Coach gestaltico.Wild Coach e Wild Mentor per il femminile.Ho scritto molteplici articoli su fine vita e due libri sul potere femminile: 'Potente come un canto' e 'Libera'.Ad oggi accompagno le donne a sbloccare il loro potere personale e la relazione con il denaro, attraverso un approccio che integra corpo, psiche e spirito.Sono l'ideatrice, fondatrice e direttrice di Wild Magazine. - [Numero Zero: Andare Oltre](https://wmagazine.it/numero-zero-andare-oltre/): Benvenuta, benvenuto. - [Privacy Policy](https://wmagazine.it/privacy-policy/): Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre 2025 ## Contenuti - [Alla faccia dell’empatia](https://wmagazine.it/contenuti/alla-faccia-dellempatia/): Così parlando, arrivarono ad un incrocio. - [Il ritmo profondo della scrittura autentica](https://wmagazine.it/contenuti/il-ritmo-profondo-della-scrittura-autentica/): https://youtu.be/xSP8Qc_qqcc - [Il problema dell’empatia](https://wmagazine.it/contenuti/il-problema-dellempatia/): Edith Stein - [AAA Empatia cercasi](https://wmagazine.it/contenuti/aaa-empatia-cercasi/): Capisco, comprendo, eh sì, già, immagino... - [Il confine perduto](https://wmagazine.it/contenuti/il-confine-perduto/): C'è un momento in cui l'accompagnare l'esperienza di un altro smette di essere un ponte tra due soggettività e diventa il crollo di una delle due dentro l'altra. Fenomenologicamente, l'incontro richiede sempre due poli distinti, in dialogo. Quando uno dei due si dissolve volontariamente nell'altro, non esiste più relazione: esiste fusione. Edith Stein, nel suo Il problema dell'empatia, ci dice: io accedo all'esperienza dell'altro sapendo che è esperienza dell'altro. Se la vivo come mia, l'empatia è già stata perduta, non un suo eccesso, ma la sua negazione. - [L’empatia: vantaggio o paradosso?](https://wmagazine.it/contenuti/lempatia-vantaggio-o-paradosso/): Per discutere dell'empatia e del suo ruolo nelle relazioni umane occorre prima analizzare e comprendere a fondo il concetto stesso: la parola deriva dal greco antico "ἐμπάθεια" (empátheia) e, contrariamente alla nostra accezione del termine, indicava la carica emotiva dei cantori durante le manifestazioni teatrali. Per arrivare al significato odierno di empatia dovremo aspettare la seconda metà dell'Ottocento, quando in Germania viene coniato il termine "Einfühlung", che in un contesto legato alla contemplazione estetica indica "l'innata capacità della fantasia umana di cogliere il valore simbolico della natura", la capacità di "sentire dentro" anche al di fuori del nostro corpo e di percepire emozioni e sentimenti esterni come se fossero interni al nostro essere. È in questo contesto che il concetto di empatia entra nella cultura occidentale, divenendo oggetto di numerosissime analisi, specie in ambito filosofico e psicanalitico; occorre tuttavia specificare che l'empatia ha sempre fatto parte del corredo genetico della nostra specie: proprio grazie agli studi più recenti sui neuroni-specchio sappiamo che la partecipazione empatica è un meccanismo biologico, non il frutto di un'attività intellettuale. - [Imparare a vedere](https://wmagazine.it/contenuti/imparare-a-vedere/):  Ogni vita si affaccia sullo stesso mondo da una finestra diversa. - [“Tu non mi stai ascoltando! Stai già pensando a cosa dire”](https://wmagazine.it/contenuti/tu-non-mi-stai-ascoltando-stai-gia-pensando-a-cosa-dire/): "Tu non mi stai ascoltando. Stai già pensando a cosa dire appena avrò finito di parlare." - [Empatia: tra la parola che usiamo, il gesto che le corrisponde e il sentire che la nutre](https://wmagazine.it/contenuti/empatia-tra-la-parola-che-usiamo-il-gesto-che-le-corrisponde-e-il-sentire-che-la-nutre/): Capita di accendere un telegiornale, scorrere un dibattito, leggere i commenti sotto una dichiarazione pubblica e notare una costante: l’avversario non viene quasi mai ascoltato, viene gestito. A volte con l’insulto, a volte con il silenzio educato che evita la domanda scomoda, a volte con un linguaggio così neutro da non dire più nulla. Non è chiaro se il tono del confronto pubblico sia davvero peggiorato o se sia solo diventato più visibile, più veloce, meno filtrato dai canali che un tempo mediavano il tono. Quello che alcuni ricercatori che studiano la cosiddetta polarizzazione affettiva osservano da tempo, però, è un dato più preciso: cresce meno il disaccordo sulle idee, che è normale, fisiologico, persino utile in una democrazia, e cresce di più l’incapacità di riconoscere chi sta dall’altra parte come un interlocutore legittimo. È un deficit specifico, che ha poco a che fare con l’intelligenza o la cultura, e molto con l’empatia: la capacità di restare in relazione con chi la pensa diversamente, senza bisogno né di zittirlo né di renderlo innocuo con un eufemismo. - [‘Na vitaccia](https://wmagazine.it/contenuti/na-vitaccia/): Quando sento qualcuno vantarsi di essere “sensibile” o “empatico”, mi chiedo sempre cosa ci sia di così bello da vantarsene. Diciamo la verità, la persona empatica fa una vitaccia!!!! Se entra in un centro commerciale per comprarsi un paio di scarpe, viene travolto dalle mille emozioni delle persone intorno a lui e alla fine esce con un set di pentole (di cui nemmeno ne aveva bisogno). Se accompagna un’amica a fare una tac alla schiena, il tecnico radiologo non saprà chi dei due è il vero paziente, dato che l’empatico avrà la schiena a pezzi e zoppicherà pure. Se un amico lo chiama dicendogli di avere contratto la scabbia e di essersi grattato tutta la notte, l’empatico inizia a grattarsi ovunque anche se si trova a chilometri di distanza... dite la verità… vi state grattando anche voi che state solo leggendo, vero? Quando ho accompagnato mia nipote al corso preparto ho avuto le doglie per due giorni. - [Cercasi ascolto, referenze non richieste](https://wmagazine.it/contenuti/cercasi-ascolto-referenze-non-richieste/): Se la vita quotidiana fosse la sezione degli annunci di un quotidiano, l'inserzione occuperebbe la prima pagina, a caratteri cubitali. - [Specchio riflesso](https://wmagazine.it/contenuti/specchio-riflesso/): ΕΜΠΆΘΕΙΑ" (EMPÁTHEIA) - [Uno](https://wmagazine.it/contenuti/uno/): Uno  - [L’arte dell’ascolto ai tempi dell’anestesia emotiva](https://wmagazine.it/contenuti/larte-dellascolto-ai-tempi-dellanestesia-emotiva/): Titolo dell’annuncio ipotetico: AAA Cercasi empatia di tipo intelligente. Si richiede capacità di comprensione profonda e ottima resistenza allo stress emotivo. Astenersi giudici di pace, moralisti e maestri di vita. Sede: ovunque. Referenze: facoltative. - [Scale e serpenti](https://wmagazine.it/contenuti/scale-e-serpenti/): Offresi empatia. - [L’empatia relazionale, cercasi!](https://wmagazine.it/contenuti/lempatia-relazionale-cercasi/): C’è un piccolo rumore che attraversa le stanze della vita quotidiana: il ticchettio di conversazioni che non arrivano mai davvero a contatto, sguardi che sfiorano senza incontrarsi, parole che galleggiano leggere sopra un vuoto di comprensione. Cammino tra queste cose ogni giorno e mi sorprendo a pensare quanto ci manchi, più di quanto immaginiamo, la semplice arte di mettersi dall’altro lato. - [Il peso delle emozioni](https://wmagazine.it/contenuti/il-peso-delle-emozioni/): Le emozioni non si muovono mai per compartimenti stagni. Non rispettano confini, non seguono percorsi lineari. Somigliano piuttosto a correnti: attraversano il corpo, modificano la percezione, talvolta ci travolgono, altre volte ci lasciano immobili. La difficoltà non consiste tanto nel provarle, quanto nel capire dove finisca ciò che appartiene al mondo e dove cominci ciò che appartiene a noi. - [Sulla bocca di tutti](https://wmagazine.it/contenuti/sulla-bocca-di-tutti/): L'empatia è sulla bocca e sui social di molti, oramai. È una di quelle parole che si infilano nei discorsi delle persone così come nei corsi di formazione. Perfino nei messaggi d'auguri. La sentiamo e leggiamo così spesso da avere l'impressione di conoscerla da sempre. - [L’unico luogo dove non si è mai stati soli](https://wmagazine.it/contenuti/lunico-luogo-dove-non-si-e-mai-stati-soli/): C'è un tipo di solitudine che non nasce dall'assenza di qualcuno. È la solitudine di chi è in mezzo tra due versioni di sé, di cui una non esiste già più e l'altra non esiste ancora. - [L’uomo e la paura ancestrale della solitudine](https://wmagazine.it/contenuti/luomo-e-la-paura-ancestrale-della-solitudine/): Poche cose riescono ad avere una risonanza universale quanto la paura ancestrale intrinseca all’essere umano di restare solo al momento della fine; d’altra parte l’uomo sembra essere progettato biologicamente per la vita in comunità ed è naturale che la paura dell’essere abbandonati dal branco, alla mercè dello spietato mondo esterno, sia profondamente radicata nel nostro subconscio. - [La voce del silenzio](https://wmagazine.it/contenuti/la-voce-del-silenzio/): “Volevo stare un po' da sola per pensare, e tu lo sai. Ed ho sentito nel silenzio una voce dentro me. E tornan vive troppe cose che credevo morte ormai”. - [Tutto l’amore che ho dato](https://wmagazine.it/contenuti/tutto-lamore-che-ho-dato/): Solitudine, incontro e ciò che resta di noi negli altri “Si nasce soli e si muore soli.” È una frase che abbiamo sentito molte volte, spesso con un tono di rassegnazione. Con il tempo ho iniziato a leggerla diversamente: non come una condanna, ma come una delle poche verità che attraversano ogni vita. Siamo soli perché siamo individui. Nessuno può vivere al nostro posto ciò che ci trasforma. Nessuno può attraversare per noi il dolore, la gioia, la perdita, la rinascita. Esiste un territorio interiore in cui nessuno può entrare. Ed è lì, a volte, che incontriamo ciò che siamo davvero. Per questo la solitudine non mi sembra il contrario della relazione ma semmai, il contrario della dispersione. Viviamo in un tempo che ci spinge a condividere tutto: immagini, pensieri, esperienze, perfino ciò che non ha ancora preso forma. Come se ciò che non viene visto non avesse valore. Eppure alcune cose somigliano ai semi: hanno bisogno del buio. Se vengono esposte troppo presto alla luce, non riescono a germogliare. Anche le intuizioni, i progetti, certe parti profonde di noi, hanno bisogno di silenzio prima di essere consegnati al mondo. Forse è proprio questo che stiamo perdendo: la capacità di sostare nel silenzio. Senza quello spazio rischiamo di vivere nello stereotipo invece che nell’archetipo. Diventiamo l’immagine che gli altri si aspettano, il personaggio che interpreta un ruolo, invece della persona che lentamente si scopre. L’archetipo non si incontra nello sguardo degli altri. Si incontra quando si resta, per un tempo necessario, soli con sé  stessi. Ma la solitudine non è isolamento. Confonderle è uno degli errori più sottili del nostro tempo. Si può essere soli senza essere isolati. E si può essere immersi nelle relazioni e sentirsi lontanissimi da tutti. Penso ai personaggi di Edward Hopper: bar affollati, camere condivise, città illuminate. Le persone sono vicine, eppure non si incontrano mai davvero. Ognuno abita un mondo separato. È un’immagine che parla anche di noi. Siamo più connessi che mai. Eppure sempre più spesso incapaci di presenza. Abbiamo centinaia, a volte migliaia di contatti, ma pochissime persone da chiamare alle tre del mattino. Abbiamo reso leggere parole che non lo sono: “amico”, “ti voglio bene”. Le pronunciamo con facilità, ma il loro peso si è assottigliato. Un amico non è chi mette un cuore sotto una foto. È chi resta quando il mondo si incrina. È chi ascolta senza voler riparare. È chi non si sottrae, anche quando è stanco. Le relazioni sono diventate liquide: entrano ed escono dalle nostre vite con la stessa velocità con cui scorriamo uno schermo. Persino l’amore, a volte, nasce da un messaggio e si spegne in silenzio. Non abbiamo perso la capacità di comunicare. Forse abbiamo perso il coraggio dell’incontro. E quando l’incontro si indebolisce, anche il dolore cambia forma: diventa più silenzioso, più privato, più difficile da condividere. Eppure esistono dolori che nessuno dovrebbe attraversare da solo. Ho conosciuto una donna che ha perso una figlia giovanissima, all’improvviso. Un evento che svuota il futuro. Lei e suo marito si sono ritrovati soli, con una bambina piccola e una sofferenza troppo grande da contenere. A sostenerli è stata una comunità religiosa. Molti la guardano con diffidenza. A volte con ragione, a volte per abitudine. Ma prima di giudicare bisognerebbe chiedersi dove siano oggi le altre comunità. Chi accoglie chi soffre? Chi resta accanto a chi ha perso tutto? Quando il dolore supera la soglia del sopportabile, l’essere umano si aggrappa a ciò che trova. Non per debolezza, ma per sopravvivenza. Ho ritrovato questa stessa intuizione in un romanzo che mi ha profondamente commossa, Quel che affidiamo al vento di Laura Imai Messina. In Giappone esiste una cabina telefonica scollegata dalla rete. Le persone vi entrano per parlare ai propri cari scomparsi. Sollevano la cornetta e affidano al vento ciò che non hanno potuto dire. Nessuno risponde. Eppure qualcosa accade: il dolore trova una voce. E, nell’attesa del proprio turno, sconosciuti che condividono la stessa ferita iniziano a parlarsi. Da una perdita nasce una relazione. Da una mancanza, una comunità. Forse è questo che ci manca oggi: luoghi in cui il dolore possa esistere senza essere corretto o nascosto. Viviamo in una società che chiede efficienza, positività, prestazione. Chi soffre troppo a lungo diventa scomodo. Ma il dolore non condiviso non scompare. Si ritira. Aspetta. Resta. Qualche mese fa ho assistito a una scena che mi ha ricordato quanto la presenza degli altri possa cambiare il senso di una vita. La mia più cara amica ha festeggiato un compleanno importante. Sua figlia le aveva organizzato una festa a sorpresa, riunendo le persone che avevano attraversato la sua storia. Quando è entrata in casa è rimasta immobile. Sorpresa, quasi smarrita. In quel momento ho avuto l’impressione che stesse vedendo, per la prima volta, tutto l’amore che aveva seminato. Siamo abituati a condividere il dolore. Molto meno la gioia. Quella sera, invece, gli schemi si sono invertiti. Abbiamo semplicemente celebrato una vita. E lei ha scoperto di non essere sola. Aveva solo dimenticato quanto bene avesse costruito. Mi è tornata in mente una frase di Ornella Vanoni: “Io sono tutto l’amore che ho dato.” Mi è sembrata una definizione essenziale, quasi definitiva. Non stavamo festeggiando solo un compleanno. Stavamo vedendo l’amore tornare, sotto forma di presenza. E in quel momento ho pensato a Perfect Days di Wim Wenders. Il protagonista vive solo e svolge un lavoro semplice: pulisce i bagni pubblici di Tokyo. Eppure ogni gesto è preciso, quasi sacro. Fotografa gli alberi, segue la luce tra i rami, ascolta la musica delle giornate. Dentro di lui si intuisce una ferita antica. Ma non ha perso la capacità di meravigliarsi. Guardando la mia amica ho riconosciuto la stessa luce. Anche attraversando una stagione difficile, non ha mai smesso di essere presenza per gli altri. Forse è questa la differenza. Non è la solitudine a inaridirci. È il modo in cui la abitiamo. Il problema del nostro tempo non è la solitudine. È aver dimenticato come sostare nel silenzio, e insieme aver indebolito le forme di comunità che ci aiutavano a attraversarla. Abbiamo bisogno della solitudine per ritrovarci. Abbiamo bisogno della comunità per non perderci. Entriamo nella solitudine per ascoltare la nostra voce. Ne usciamo per riconoscere quella degli altri. E in questo movimento fragile e necessario si gioca qualcosa di profondamente umano. Perché, alla fine, non siamo solo ciò che viviamo da soli. Siamo anche ciò che lasciamo negli altri. E forse è qui che tutto si ricompone. L’amore non cancella la solitudine. Le dà una casa. - [Necessariamente soli](https://wmagazine.it/contenuti/necessariamente-soli/): Ontologicamente soli e per questo potentemente alti, connettibili, fieri. - [Abitare il proprio suolo](https://wmagazine.it/contenuti/abitare-il-proprio-suolo/): È una scena che si ripete ogni sera, in milioni di stanze identiche. - [No man is an island](https://wmagazine.it/contenuti/no-man-is-an-island/): Ci sono state sere, nella mia vita, in cui ho attraversato momenti di grande solitudine, spazi profondamente introspettivi. Più di una volta mi sono ritrovata in mezzo alla folla, circondata da amici, eppure mi sentivo completamente isolata, come se fossi separata dal mondo da una parete di vetro invisibile. Con il tempo ho capito un paradosso profondo: i momenti più pieni sono stati proprio quelli in cui mi riempivo di me, in cui stavo bene nel mio spazio interiore. E, accanto a questi, pochissimi attimi di reale condivisione con persone scelte, anime affini con cui l'incontro è stato autentico. Tutto il resto, alla fine, è passato. - [Essenze](https://wmagazine.it/contenuti/essenze/): Qual è la voce cui cediamo il privilegio e l’arbitrio di validare noi stessi? - [Solstizio](https://wmagazine.it/contenuti/solstizio/): Quando il buio prende il sopravvento e le emozioni giocano a mosca cieca, nella paura che accompagna i giorni, il senso di solitudine avanza a grandi passi. - [La solitudine come “metodo”: viaggio tarologico tra crepe e risvegli](https://wmagazine.it/contenuti/la-solitudine-come-metodo-viaggio-tarologico-tra-crepe-e-risvegli/): Diogene di Sinope viveva in una botte e possedeva solo una ciotola, finché non vide un bambino bere l'acqua con le mani, e gettò via anche quella. Non era ascetismo. Era un esperimento filosofico radicale: scoprire cosa rimane di un uomo quando gli togli tutto tranne sé stesso. Partendo proprio da questo personaggio che muove i suoi passi, in pieno giorno nel mercato dell’agorà, tenendo una lanterna accesa alla ricerca della Verità e dell’Uomo, proviamo a immaginare un viaggio iniziatico nella solitudine: un percorso custodito dagli Arcani Maggiori dei Tarocchi. - [L’equivoco della solitudine](https://wmagazine.it/contenuti/lequivoco-della-solitudine/): La lingua, a volte, si comporta come un sismografo dell’anima. Basta seguire alcune parole apparentemente vicine per accorgersi che dietro una semplice assonanza può nascondersi un intero paesaggio simbolico. È ciò che accade con il latino solum, solus e sol, e con quel curioso gioco fonetico che in inglese avvicina soil e soul. - [Indovina chi?](https://wmagazine.it/contenuti/indovina-chi/): «Mi guardo allo specchio e vedo un viso di vecchio che non riconosco» - [Luce oltre il buio](https://wmagazine.it/contenuti/luce-oltre-il-buio/): Ti sei mai persa in un bosco? - [Isolitudine: la terra del ritorno](https://wmagazine.it/contenuti/isolitudine-la-terra-del-ritorno/): Inciampiamo spesso nelle parole, e a volte è proprio l’inciampo ad aprire una fessura in una nuova realtà. - [Il diritto di sparire senza dover dare spiegazioni](https://wmagazine.it/contenuti/il-diritto-di-sparire-senza-dover-dare-spiegazioni/): Per me la solitudine è assenza di rumore. - [C’è dolore nel mondo](https://wmagazine.it/contenuti/ce-dolore-nel-mondo/): “Solitari interconnessi”: così Bauman ed Ezio Mauro ci definivano osservando come l’epoca caratterizzata dalla pervasività della comunicazione e dall’essere sempre disponili sia in realtà abitata da una profonda solitudine. - [La grammatica del silenzio](https://wmagazine.it/contenuti/la-grammatica-del-silenzio/): Il primo gesto non è mai un respiro. È un riflesso condizionato. - [Dicono che oggi siamo più soli](https://wmagazine.it/contenuti/dicono-che-oggi-siamo-piu-soli/): Nell'era dell'iperconnessione, il paradosso è raggiunto: la solitudine. - [Siddharta](https://wmagazine.it/contenuti/siddharta/): Herman Hesse - [Abitare la città con il corpo](https://wmagazine.it/contenuti/abitare-la-citta-con-il-corpo/): https://youtu.be/rnpTmZwAT4k - [Quando non hai il tempo di diventare te stesso](https://wmagazine.it/contenuti/quando-non-hai-il-tempo-di-diventare-te-stesso/): A 14 anni hanno deciso il mio futuro. - [La voce di dentro](https://wmagazine.it/contenuti/la-voce-di-dentro/): Tra memoria e interiorità, lo sguardo che ereditiamo e quello che impariamo a trasformare. “Non così.”“Non abbastanza.”“Ancora no.”“Non lo vedi che stai sbagliando?” Ci sono voci che finiscono per accompagnarci più di altre.Per molto tempo ho creduto che fosse quello il modo giusto di entrare nel mondo: attraverso uno sguardo esigente, incapace di dare per scontato il proprio valore.Ma le eredità interiori non sono mai semplici.Dentro la stessa voce possono convivere durezza e forza, limite e slancio, ferita e ribellione. A volte ereditiamo il giudizio.Altre volte un’inquietudine che ci impedisce di accettare passivamente ciò che non sentiamo vero. Oppure valori profondi — il senso dell’onore, del rispetto, della dignità — che continuano a vivere dentro di noi anche quando prendiamo strade diverse.La voce che ci accompagna raramente è fatta di un solo tono.Mi succede ancora oggi, nelle cose più piccole.Un parcheggio fatto bene, per esempio. E invece di sentire un semplice “brava”, si affaccia un’altra voce. Non un complimento. Quasi un’ironia.“Ah, hai visto? Alla fine sei riuscita anche a parcheggiare.”Come se fosse una sorpresa. Come se non fosse scontato che io possa fare qualcosa di buono.E la cosa più strana è che quella voce non è più fuori.È diventata scena.La immagino. La faccio parlare. E, senza accorgermene, continuo a guardarmi con quegli occhi. Per molto tempo è stata anche la voce con cui ho creduto di dover entrare nel mondo.Il mio lasciapassare.Una voce giudicante, incapace di dare per scontato il mio valore. Poi, qualche sera fa, stavo guardando Alice nel Paese delle Meraviglie per l’ennesima volta con mia figlia.E stavolta il Cappellaio Matto non mi ha divertito come al solito.Dietro le tazze spaiate, il tempo fermo e quell’aria stralunata, ho intravisto qualcosa di diverso.Non solo follia o eccentricità, ma una crepa. Ho visto un figlio convinto di essere stato una delusione.E mi sono chiesta quante vite inizino così: non con un fallimento reale, ma con uno sguardo interiorizzato. Uno sguardo che non si vede, ma si sente. Che non parla sempre ad alta voce, ma accompagna ogni gesto. Ci sono frasi che non restano fuori. Entrano. Si siedono dentro. Cambiano forma. Diventano voce.Non sempre ricordiamo chi le abbia pronunciate. A volte non sono nemmeno state dette esplicitamente. Eppure le ripetiamo. Le anticipiamo. Le mettiamo in scena da soli. Forse è così che impariamo a guardarci: attraverso occhi che, lentamente, diventano i nostri.Un padre può essere presente o assente, severo o distante. A volte è una presenza rumorosa, altre volte è un’assenza che pesa più delle parole. Ma la sua voce, in qualche modo, si trasforma in struttura interiore. E non riguarda solo la storia personale. Viviamo immersi in immagini collettive, in modelli culturali, in idee che respirano con noi. Anche l’immagine di un Dio Padre, in una società profondamente patriarcale, può contribuire a formare questo sguardo interno. Non come colpa, ma come eredità simbolica. Tutto concorre a costruire il modo in cui impariamo a giudicarci.A volte quella voce è rigida.A volte è esigente.A volte è silenziosa ma ingombrante.E finiamo per non distinguere più tra ciò che abbiamo ricevuto e ciò che siamo davvero.Ma non tutte le voci interiori sono severità.Non sempre il Padre è misura o giudizio. A volte è fiducia.Una giovane donna raccontava che le parole di suo padre le sono rimaste nel cuore come una forza silenziosa: l’invito a credere nelle proprie capacità, a non temere il futuro, a fidarsi delle proprie risorse.Quelle parole non l’hanno resa dipendente.Le hanno dato radici.E le radici, quando sono sane, permettono di crescere. Forse esiste anche questo: uno sguardo che incoraggia invece di ridurre, che sostiene invece di misurare. La differenza non sta solo in ciò che abbiamo ricevuto, ma anche in ciò che scegliamo di riconoscere. A un certo punto ci accorgiamo che la voce interiorizzata non coincide sempre con la verità più profonda di noi. È una voce appresa, ereditata, costruita nel tempo. E può diventare così forte da coprire quella parte più antica e più saggia che, silenziosamente, continua a sapere chi siamo.A volte la voce interiorizzata finisce per sovrastare tutto il resto.Diventa più rapida, automatica, rumorosa.E copre una voce più sottile, più antica, più profonda.Quella parte di noi che non giudica, ma riconosce.Che non misura, ma orienta.Forse crescere significa imparare a distinguere queste due voci. E soprattutto imparare a tornare all’altra.Come chi ha fame riconosce il cibo.Come chi ha sete riconosce l’acqua.C’è una radice più antica dentro di noi, una presenza silenziosa che non impone, ma accompagna.Quando torniamo in contatto con quella parte, ci accorgiamo che non avevamo bisogno di diventare qualcun altro. Avevamo bisogno di tornare a ciò che già sapevamo.E questo sposta tutto.Non si tratta solo di comprendere da dove venga la voce che ci ha accompagnati, ma di scegliere quale voce continuare ad ascoltare. Per anni ci siamo riconosciuti attraverso uno sguardo che misura e corregge.Poi possiamo imparare un altro modo di guardarci.Più quieto.Più ampio.Più vero.Uno sguardo che non chiede di essere all’altezza, ma riconosce ciò che già c’è. Forse crescere non è altro che questo passaggio silenzioso: non liberarsi delle voci, ma smettere di confonderle con la verità.E imparare, lentamente, a restare in ascolto di quella più antica.Quella che non grida mai.  - [Lo faccio per il tuo bene](https://wmagazine.it/contenuti/lo-faccio-per-il-tuo-bene/): C’è una frase che sembra innocua, quasi affettuosa.“Lo faccio per il tuo bene.” - [Jenga: Il Padre che non c’è più](https://wmagazine.it/contenuti/jenga-il-padre-che-non-ce-piu/): Ho sentito un'intervista. - [Bastoni](https://wmagazine.it/contenuti/bastoni/): Nei momenti di maggiore smarrimento anche osservare la realtà quotidiana è una sofferenza. - [Il Trono Vuoto e il coraggio di esistere](https://wmagazine.it/contenuti/il-trono-vuoto-e-il-coraggio-di-esistere/): C’è una stanchezza che il sonno non cura. - [Papà ed io](https://wmagazine.it/contenuti/papa-ed-io/): Ho 14 anni e ovviamente ho un padre, intendo dire che ho un padre presente.Tutti hanno o hanno avuto un padre, che scoperta, direte voi, ma qualcuno l’ha perduto, in quanto è morto, altri non l’hanno mai conosciuto in quanto, deposto il seme si è volatilizzato. Come detto, io ho un padre presente e quindi debbo ritenermi fortunata. Inoltre, è un padre che spesso mi ha detto che vive e lavora unicamente per me.Riassumendo è un padre non solo presente, ma TROPPO presente e che, come tale, si intriga TROPPO nei fatti miei e io mi domando quale sia il suo tornaconto.E non ditemi che non ce l’ha, perché ne sono sicura e ve lo dimostrerò In tanti, tantissimi eventi della mia vita, decide lui ed io debbo accettare. Si è completamente dimenticato che siamo in democrazia. Non posso esprimere le mie opinioni, o, se oso dire qualcosa subito mi contesta, cerca di farmi capire ( a modo suo) che ho torto, ed io debbo chinare il capo. - [Il Peso dell’Impronta: Il Ruolo del Padre tra Ombre, Ferite e Rinascita](https://wmagazine.it/contenuti/il-peso-dellimpronta-il-ruolo-del-padre-tra-ombre-ferite-e-rinascita/): C’è un silenzio strano che avvolge il maschile, un pudore antico che spesso ci impedisce di pronunciare la parola "Padre" con tutta la forza e la fragilità che si porta dietro. Eppure, se scaviamo dentro ognuno di noi, lì dove si formano le nostre certezze o dove bruciano le nostre ferite più profonde, troviamo la sua impronta. Un’impronta pesante, indelebile, che definisce i contorni di chi siamo e di chi fatichiamo a diventare. - [Al largo](https://wmagazine.it/contenuti/al-largo/): Una riflessione sulla funzione del padre, quella sottile, fertile, ormai quasi dimenticata. - [Chi vuole che tu rimanga piccolo](https://wmagazine.it/contenuti/chi-vuole-che-tu-rimanga-piccolo/): Il CEO di una media impresa scopre che i ritardi di consegna stanno aumentando. Invece di coinvolgere responsabili di produzione, commerciale e incaricati diretti per capire le cause, decide da solo che “il problema è la gente che non lavora abbastanza”. Da quel momento impone che le mansioni vengano date a chi è più veloce nell’esecuzione; turni più lunghi per gestire le urgenze; controlli più stretti e report quotidiani, senza spiegare obiettivi o ascoltare chi è a contatto con il problema. Questo è spesso il modo in cui chi ha autorità reagisce alla pressione, quasi sempre spegnendo chi ha intorno. - [Autorità, desiderio e fascino della forza](https://wmagazine.it/contenuti/autorita-desiderio-e-fascino-della-forza/): “Nel nome del Padre” è una formula che sembra religiosa, ma in realtà descrive un intero immaginario politico, culturale e affettivo: quello dell’uomo forte, del padrone, del maschio che si impone prima ancora di convincere. Il Padre, con la maiuscola, non è soltanto il genitore o la figura della legge: è un modello di autorità che continua a esercitare fascino anche quando dovrebbe apparire storicamente consumato. È una presenza che pretende obbedienza non tanto per ciò che dimostra, ma per ciò che rappresenta. - [Saturno](https://wmagazine.it/contenuti/saturno/): Questo pianeta è spesso temuto in astrologia, addirittura definito come malefico dagli astrologi del passato. Saturno ha molto a che vedere con la struttura sociale del mondo attuale ma anche con i passaggi che scandiscono il tempo della vita di ciascun individuo. ## Autori - [Enrica Zerbin](https://wmagazine.it/autori/enrica-zerbin/): Mi chiamo Enrica, e faccio la narratrice. - [Giulia Zenini](https://wmagazine.it/autori/giulia-zenini/): Giulia Zenini è coach ICF specializzata in Intelligenza Emotiva. Dopo anni “dentro il sistema” – tra IT, canali di vendita, team e microimprese – accompagna persone, leader e organizzazioni nei passaggi chiave e nei momenti in cui le storie si rompono e chiedono una nuova forma. - [Angela Verardo](https://wmagazine.it/autori/angela-verardo/): Angela Verardo, consulente di Brand Positioning e Comunicazione, fondatrice di Giallobrand®, progetti e consulenze individuali di posizionamento e content marketing per freelance. - [Angelo Tozzi](https://wmagazine.it/autori/angelo-tozzi/): Lavoro con persone - di solito ricoprono il ruolo di imprenditori, manager o fanno parte di un team - convinto che nessuna organizzazione sia un'entità staccata dal tutto: dal mercato, dall'ambiente, dalle vite di chi ci lavora, dal mondo che cambia. - [Serena Stornello](https://wmagazine.it/autori/serena-stornello/): Nel 2003 dopo un vagabondaggio tra Master e Maestri, ho avuto la fortuna di incontrare uno sciamano americano, Phil Morgan con il quale ho iniziato un percorso che mi ha portata ad apprendere le tecniche dello sciamanesimo come il viaggio, il recupero dell’anima e tutto ciò che ruota intorno a questa bellissima ed antica pratica spirituale. - [Roberta Bailo](https://wmagazine.it/autori/roberta-bailo/): Sono filosofa, PhD in Bioetica, wild coach e wild mentor per il femminile. - [Alessandra Ronchetti](https://wmagazine.it/autori/alessandra-ronchetti/): Sono Alessandra Ronchetti classe 1964, esploratrice dell'anima - [Serenella Panaro](https://wmagazine.it/autori/serenella-panaro/): Serenella Panaro è Transition e Somatic Coach ICF. Da oltre quindici anni accompagna leader, coach e organizzazioni in momenti di transizione identitaria, professionale e di business. - [Maria Rita Palazzolo](https://wmagazine.it/autori/maria-rita-palazzolo/): ​Se dovessi definirmi attraverso l’età, mentirei: preferisco farlo attraverso i rami che allungo verso il cielo e le radici che affondano nella terra. Sono una creatura fatta di coerenze granitiche e contraddizioni rumorose, in perenne stato di mutamento. ​La mia vita è un’altalena che oscilla tra abissi di buio pesto e picchi di luce accecante, ma è proprio in questo scarto che trovo il mio equilibrio. Credo che la staticità sia l’unica vera forma di sconfitta; per questo ho scelto di vivere come gli alberi: in una crescita lenta, silenziosa, ma inarrestabile. ​Cosa mi fa battere il cuore: - ​L’esplorazione: Che sia tra le pagine di un libro, davanti a un’opera d’arte o nei meandri di una nuova materia da studiare, la curiosità è la mia bussola. - ​L’intensità: non conosco le mezze misure. Quando amo, lo faccio con ogni singola cellula del mio essere; quando odio, la forza è la medesima. Sono un incendio, mai una scintilla tiepida. - ​La resilienza: Mi sono portata addosso i pesi dei traumi e le catene dei condizionamenti, ma ho imparato l’arte più difficile di tutte: amare me stessa. Oggi, quelle cicatrici sono solo il segno del terreno che ho dovuto rompere per continuare a fiorire. ​Finché avrò qualcosa da imparare e un orizzonte da conoscere, mi riconoscerò viva. Tutto il resto è solo rumore di fondo. - Il mio amore per la musica che sento fin dentro le ossa , che ha guidato la mia vita, il mio spirito guida. - [Francesco Olivieri](https://wmagazine.it/autori/francesco-olivieri/): Professional Gestalt Counselor e docente di scuola primaria, da sempre ricerco la possibilità di influenzare e farmi influenzare da altre discipline e modi di lavorare. - [Concetta Negri](https://wmagazine.it/autori/concetta-negri/): Sono docente bilingue di inglese e italiano per stranieri, con oltre vent’anni di esperienza nell’insegnamento e nella formazione. - [Mariagiorgia Morselli](https://wmagazine.it/autori/giorgia-morselli/): Life Coach e Operatrice Olistica, esperta in Neuroscienze, PhD in Biotecnologie della Riproduzione. Ricercatrice da sempre, mi sento un punto di congiunzione tra il visibile e l'invisibile, tra il mondo concreto della Scienza e quello sottile dell'Anima. Il mio Essere profondamente empatico e curioso, degno di un segno d'Aria, mi ha sempre spinto verso la conoscenza di tutto ciò che è "oltre il confine". La mia Voce, un ponte tra i mondi La mia Visione, un richiamo per l'Anima" - [Lucia Merico](https://wmagazine.it/autori/lucia-merico/): Lucia Merico, fondatrice della SpiritualCoach® Academy ,creatrice del metodo LoveHealing® – Tecniche di Risveglio Interiore e autrice del libro Professione SpiritualCoach: Gesù è più felice quando viaggia in Porsche. Da oltre trent’anni studia e integra sciamanesimo, coaching, pratiche energetiche e Un Corso in Miracoli, portando la spiritualità nel quotidiano affinché diventi un modo di vivere la vita nella sua completezza.  Conduce residenziali, laboratori online e percorsi di formazione per operatori olistici, coach e donne in cammino, accompagnandoli a conoscere sé stessi, a trasformare le ombre in talenti e a diventare Maestri della propria vita. Da oltre 10 anni cura rubrica "Il Coach Maestro di Sé Stesso" per la rivista CoachMag Il Magazine del Coaching e della Formazione.  Ha una visione ambiziona che che ispira e guida il suo cammino, le cui basi poggiano sulla volontà di generare un mondo fatto di persone che conoscono profondamente e consapevolmente sé stesse e il proprio scopo di vita per un’evoluzione planetaria. E ha tutte le intenzioni di realizzarla! - [Valerio Mastrangelo](https://wmagazine.it/autori/valerio-mastrangelo/): Nato a Roma, appassionato di filosofia e di letteratura. Si dedica per diletto alla scrittura. - [Laura Massaroli](https://wmagazine.it/autori/laura-massaroli/): Laura Massaroli Filosofa, (quasi) Danza Movimento Terapeuta, facilitatrice di Danza Utera. - [Lyrael](https://wmagazine.it/autori/lyrael/): Osservatrice di pattern invisibili e di sussurri del mondo. Scrive da uno spazio sospeso tra logica e mistero, dove il visibile sfiora l’etereo. - [Daniela Lozza](https://wmagazine.it/autori/daniela-lozza/): Sono Daniela, Gestalt Coach ed esploratrice di confini. Ipersensibile (PAS), percepisco ciò che spesso gli altri ignorano. Non credo nelle etichette, nelle scorciatoie o nella perfezione. Cerco verità, imperfezione e il coraggio di essere pienamente me stessa, senza filtri. - [Paola Erriquez](https://wmagazine.it/autori/paola-erriquez/): Sono Paola, radiestesista esperta di Pendolo Ebraico e coach spirituale, dedicata ad aiutare le persone a connettersi con il loro benessere interiore e a guarire l'anima. Con una profonda conoscenza delle tecniche di radiestesia, utilizzo strumenti e metodi per rilevare e armonizzare le energie nell'ambiente e nel corpo umano, favorendo un equilibrio emotivo e fisico. La mia passione per la crescita personale e la spiritualità mi guida nel mio lavoro di guarigione, supportando ogni persona in un percorso di trasformazione personale. Attraverso sessioni individuali e gruppi di lavoro, creo uno spazio sicuro e accogliente dove esplorare le profonde verità interiori e liberarsi da blocchi energetici. - [Manuela Di Gregorio](https://wmagazine.it/autori/manuela-di-gregorio/): Scrivo. Creo. Ogni parola è un incontro, come una scintilla che racconta il tesoro che portiamo dentro.Esploratrice indomita di bellezza, imparo dalla perfezione della Natura e dall’ascolto della sua unica voce. Reiki, metamedicina, aromaterapia. Ascolto, Ricordo. In un mondo che corre a più non posso, custodisco lo stupore. La Vita è continuo mutamento e il solo cammino è il ritorno alla propria verità. - [Emy D’Erasmo](https://wmagazine.it/autori/emy-derasmo/): Sono un’anima in cammino. - [Laura Cireddu](https://wmagazine.it/autori/laura-cireddu/): Da sempre ho ricercato il contatto con la natura, e osservando con occhi attenti, essa è la Maestra che ci può ricondurre all' essenza, alla saggezza infinita delle piccole cose, è lo strumento potente per riconnetterci alla nostra parte più pura, ci nutre, ci culla come una Grande Madre. - [Tamara Catania](https://wmagazine.it/autori/tamara-catania/): Mi chiamo Tamara, sono un’astrologa, autrice dei racconti Donna Orsa e Strega Cristallo. Per molti anni ho studiato astrologia a livello amatoriale certificandomi ufficialmente nel 2021 in astrologia base, avanzata e karmica. - [Stefano Bruno](https://wmagazine.it/autori/stefano-bruno/): Sognatore ad occhi aperti,  lavora come maestro di scuola, ma ama cimentarsi, non solo come fruitore, in diverse discipline artistiche. Adora viaggiare col corpo e con la mente e prova a farlo ogni volta che può. - [Vera Barberis](https://wmagazine.it/autori/vera-barberis/): Piemontese, vive a Genova dal 1959. ## Numeri - [Numero nove: AAA Empatia cercasi](https://wmagazine.it/numeri/numero-nove-aaa-empatia-cercasi/) - [Numero otto: Solum, Soli, Solo](https://wmagazine.it/numeri/numero-otto-solum-soli-solo/) - [Numero sette: Nel nome del Padre](https://wmagazine.it/numeri/numero-sette-nel-nome-del-padre/) - [Numero sei: Il Senso](https://wmagazine.it/numeri/numero-sei-il-senso/) - [Numero cinque: Emergenza](https://wmagazine.it/numeri/numero-cinque-emergenza/) - [Numero quattro: Liminare](https://wmagazine.it/numeri/numero-quattro-liminare/) - [Numero tre: 2+1=5](https://wmagazine.it/numeri/numero-tre-2-piu-1-uguale-5/) - [Numero Due: Black](https://wmagazine.it/numeri/numero-due-black/) - [Numero uno: La Morte](https://wmagazine.it/numeri/numero-uno-la-morte/) - [Numero Zero: Andare Oltre](https://wmagazine.it/numeri/numero-zero-andare-oltre/) ## Tag contenuto - [abisso](https://wmagazine.it/tag-contenuto/abisso/) - [accettazione](https://wmagazine.it/tag-contenuto/accettazione/) - [accoglienza](https://wmagazine.it/tag-contenuto/accoglienza/) - [accogliersi](https://wmagazine.it/tag-contenuto/accogliersi/) - [adolescenza](https://wmagazine.it/tag-contenuto/adolescenza/) - [Adriano Olivetti](https://wmagazine.it/tag-contenuto/adriano-olivetti/) - [adultità](https://wmagazine.it/tag-contenuto/adultita/) - [albedo](https://wmagazine.it/tag-contenuto/albedo/) - [alchimia](https://wmagazine.it/tag-contenuto/alchimia/) - [allerta](https://wmagazine.it/tag-contenuto/allerta/) - [alta sensibilità](https://wmagazine.it/tag-contenuto/alta-sensibilita/) - [altre realtà](https://wmagazine.it/tag-contenuto/altre-realta/) - [amore](https://wmagazine.it/tag-contenuto/amore/) - [amore per sè](https://wmagazine.it/tag-contenuto/amore-per-se/) - [amore vero](https://wmagazine.it/tag-contenuto/amore-vero/) - [andare oltre](https://wmagazine.it/tag-contenuto/andare-oltre/) - [anima](https://wmagazine.it/tag-contenuto/anima/) - [animale totemico](https://wmagazine.it/tag-contenuto/animale-totemico/) - [anticonformismo](https://wmagazine.it/tag-contenuto/anticonformismo/) - [apnea](https://wmagazine.it/tag-contenuto/apnea/) - [apocalisse](https://wmagazine.it/tag-contenuto/apocalisse/) - [arte](https://wmagazine.it/tag-contenuto/arte/) - [ArteContemporanea](https://wmagazine.it/tag-contenuto/artecontemporanea/) - [ascolto](https://wmagazine.it/tag-contenuto/ascolto/) - [ascolto autentico](https://wmagazine.it/tag-contenuto/ascolto-autentico/) - [assurdo](https://wmagazine.it/tag-contenuto/assurdo/) - [astrologia](https://wmagazine.it/tag-contenuto/astrologia/) - [attenzione](https://wmagazine.it/tag-contenuto/attenzione/) - [attivazione](https://wmagazine.it/tag-contenuto/attivazione/) - [autenticità](https://wmagazine.it/tag-contenuto/autenticita/) - [autonomia](https://wmagazine.it/tag-contenuto/autonomia/) - [autopilota](https://wmagazine.it/tag-contenuto/autopilota/) - [Autorità](https://wmagazine.it/tag-contenuto/autorita/) - [autorità paterna](https://wmagazine.it/tag-contenuto/autorita-paterna/) - [autoritarismo](https://wmagazine.it/tag-contenuto/autoritarismo/) - [bambini](https://wmagazine.it/tag-contenuto/bambini/) - [baratro](https://wmagazine.it/tag-contenuto/baratro/) - [base sicura](https://wmagazine.it/tag-contenuto/base-sicura/) - [baudelaire](https://wmagazine.it/tag-contenuto/baudelaire/) - [benessere emotivo](https://wmagazine.it/tag-contenuto/benessere-emotivo/) - [Björk](https://wmagazine.it/tag-contenuto/bjork/) - [bosco](https://wmagazine.it/tag-contenuto/bosco/) - [brividi](https://wmagazine.it/tag-contenuto/brividi/) - [buio](https://wmagazine.it/tag-contenuto/buio/) - [cambiamento](https://wmagazine.it/tag-contenuto/cambiamento/) - [camminare](https://wmagazine.it/tag-contenuto/camminare/) - [camminare insieme](https://wmagazine.it/tag-contenuto/camminare-insieme/) - [campo relazionale](https://wmagazine.it/tag-contenuto/campo-relazionale/) - [cantastorie](https://wmagazine.it/tag-contenuto/cantastorie/) - [cervello](https://wmagazine.it/tag-contenuto/cervello/) ## Sezioni - [Articoli](https://wmagazine.it/sezioni/articoli/) - [Editoriali](https://wmagazine.it/sezioni/editoriali/) - [Il libro del mese](https://wmagazine.it/sezioni/il-libro-del-mese/) - [WM On Air](https://wmagazine.it/sezioni/wm-on-air/)