Numero sette: Nel nome del Padre

Saturno

Saturno

Questo pianeta è spesso temuto in astrologia, addirittura definito come malefico dagli astrologi del passato. Saturno ha molto a che vedere con la struttura sociale del mondo attuale ma anche con i passaggi che scandiscono il tempo della vita di ciascun individuo.

Ma chi è Saturno?

Saturno era l’ultimo pianeta visibile nel cielo nei tempi antichi, il più massiccio, dopo Giove, sesto in ordine di distanza dal Sole. La sua peculiarità sono i suoi anelli, abbastanza grandi e brillanti da essere visibili sulla Terra anche tramite un piccolo telescopio.

Nella mitologia Saturno è una divinità latina associata all’agricoltura, assimilata in seguito dal titano greco Crono, la personificazione del tempo. Famoso per divorare i suoi figli nel timore di essere spodestato da uno di essi, come fece lui stesso con suo padre Urano, fu l’inganno della moglie Rea, che mise in salvo Zeus, a permettere a quest’ultimo, una volta cresciuto, di detronizzare Saturno salvando i suoi fratelli e dando inizio alla stirpe degli dèi dell’Olimpo.

Molto conosciuto è il dipinto di Goya Saturno che divora un figlio realizzato tra il 1819 e il 1823 e che esprime tutta l’inquietudine del mito, non a caso appartiene alle Pitture Nere che l’artista dipinse direttamente sulle pareti della sua casa durante un periodo di isolamento, depressione e malattia.

In astrologia Saturno rappresenta l’archetipo dell’autorità, egli è legge, ordine, struttura e nella sua connessione con il tempo è associato al karma. In un cielo di nascita questo pianeta ci parla della nostra intima relazione con l’autorevolezza, come è stata interiorizzata e quali sono state le esperienze con le figure autoritarie che abbiamo incontrato nella nostra vita: genitori, nonni, insegnanti, forze dell’ordine, ecc. Spesso associato alla figura del padre anziano, Saturno viene raffigurato proprio come un anziano barbuto con una falce nella mano.

I suoi transiti sono i più temuti, soprattutto se si crea una congiunzione con il Sole o l’Ascendente o se fa opposizione ai nostri valori astrologici personali. Saturno infatti porta con sé delle prove impegnative, non ci permette di fuggire, blocca, cristallizza, irrigidisce e costringe un individuo a confrontarsi con gli aspetti più difficili e meno piacevoli della vita per poter sviluppare nuove capacità e acquisire maggiori responsabilità e una nuova maturità interiore.

I cicli di Saturno infatti scandiscono i passaggi di crescita dell’individuo, la sua orbita intorno al Sole dura circa 29,5 anni e si suddivide in tappe cruciali che si ripetono ogni 7 anni circa. Particolarmente significativo è il ritorno di Saturno sul proprio di nascita, la prima volta avviene intorno ai 29-30 anni, questo transito sancisce l’entrata nell’età adulta e spesso viene accompagnato e simboleggiato dai denti del giudizio. E’ bene ricordare che in quanto struttura Saturno governa il nostro apparato osteoarticolare, inclusi i denti. Il secondo ritorno del pianeta avviene tra i 58 e i 60 anni segnando una fase avanzata della vita umana dove l’esperienza si tramuta in saggezza.

Gli arcani maggiori dei tarocchi che possono essere associati a Saturno sono La Giustizia, la necessità di mantenere equilibrio e di tagliare via le dinamiche disfunzionali karmiche, L’Eremita, che nella solitudine porta la luce della conoscenza e della comprensione dentro di sé, La Torre, quale necessità di far crollare i castelli di carta e ricostruire fondamenta più solide e autentiche e Il Giudizio, la purificazione e la trasmutazione alchemica dell’Io Sono.

I segni di cui è il pianeta maestro sono il Capricorno, segno di terra, dell’ambizione, della realizzazione personale, dell’emancipazione, della maturità, della responsabilità e della fatica e l’Aquario che, oltre all’ingegno uraniano, sviluppa un certo distacco, un punto di osservazione esterno, silenzioso, meno emotivo e lungimirante sulla realtà. Nei loro aspetti ombra rappresentano il Capricorno la rigidità di Saturno mentre l’Aquario il fanatismo ideologico.

Molto interessante notare che la sua esaltazione è nel segno zodiacale della Bilancia, segno d’aria governato da Venere. Qui l’ordine cosmico rivela di essere intimamente connesso alla bellezza e fa della forza creativa dell’amore una vera e propria legge universale. Nel segno dell’equilibrio tra l’io e l’altro Saturno può esprimersi giustamente, nel rispetto delle esigenze di tutti e non soltanto delle proprie.

Nel momento attuale stiamo vivendo il transito del pianeta nel segno opposto alla Bilancia, il primo segno di fuoco della ruota zodiacale: l’Ariete. Nell’archetipo del guerriero e dello sviluppo dell’individualismo Saturno perde la sua natura riflessiva a favore dell’impulsività arietina, qui il pianeta si dice essere in caduta. L’autorevolezza qui viene espressa con gesti improvvisi e istintuali che esprimono comando, conquista e dominio. A livello evolutivo questo transito dovrebbe farci interrogare riguardo a ciò che motiva e spinge le nostre azioni: a quale autorità stiamo rispondendo? Da quante e quali voci è costituita la nostra autorevolezza interiore? Quale codice possiede? Stiamo rispettando ciò che intimamente sentiamo giusto dentro noi stessi?

Per quanto riguarda la rappresentazione dell’autorità nel mondo, dell’ordine sociale di cui facciamo parte, il discorso si fa molto delicato ed è necessario misurare con attenzione le parole. Il mio vuole essere soprattutto un invito alla riflessione e alla meditazione rispetto al mito narrato e dipinto di Saturno e alcuni fatti di cronaca che stanno emergendo e che si, inquietano ma ci permettono di capire. Oggi è quantomai fondamentale riconoscere le dinamiche di potere e di comando, il vero ordinamento occultato e che il mito rivela a chi è disposto a vedere.

Un altro suggerimento interessante, per confrontarsi con Saturno, è di rileggere la meravigliosa opera di J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, contestualizzando il mondo fantastico in quello più reale. La poesia degli Anelli del Potere recita:

Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,’
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l’Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra,
Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.
Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.

Nella storia raccontata in questa triologia viene svelato il cammino iniziatico di Saturno e come la voce del potere collettivo è connesso a quello individuale e interiore, riuscire a distruggere l’anello, scalando la dura montagna del Capricorno, che ci chiede sforzo, responsabilità impegno e maturità, significa compiere una trasformazione interna, riconoscere una lotta di potere interna.

E Tolkien ci dona una speranza, ci dice dove andare a cercare quando tutto sembra perduto, ci chiede di custodire, come fa Gandalf con la Contea, le cose semplici. L’innocenza di chi ama, di chi è fortemente connesso alla bellezza della vita e non brama altro è la nostra più grande speranza, il nostro coraggio, la nostra forza. E’ l’integrità di un cuore che sa ancora riconoscere ciò che è bello, ( Saturno in Bilancia), che ha ricostruito un’autorevolezza interiore armonica.

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