L’odore del bucato steso in una giornata di sole estivo, su un terrazzo del Sud.
Le grida dei bambini che giocano in cortile al tramonto in primavera.
Il canto degli uccelli intervallato dal frinire delle cicale.
L’eco delle televisioni accese sulla partita dell’Italia, il cui rimbombo riempie le strade vuote in una serata di vittorie speranzose.
I pasticcini che troneggiano sulla tavola della domenica a celebrare un pranzo conviviale.
Le risate sbragate inattese e improvvise, con conseguente lacrime agli occhi.
Sdraiarsi nudi in un campo e perdersi nella contemplazione delle nuvole.
Il sopraggiungere di un temporale estivo, che dirompe, grida, tuona, prima di regalare una quiete soprannaturale.
L’abbraccio saldo e presente di uno sconosciuto.
Riconoscersi fragili e vulnerabili e dannatamente umani. Irrimediabilmente veri.
Stupirsi e meravigliarsi della semplicità dell’esserci.
Vivere.