Numero uno: La Morte

Invisibile e indivisibile

Invisibile e indivisibile

Dal momento in cui ci affacciamo al mondo sappiamo di avere una metà invisibile che cammina con noi, mano nella mano.

La morte.

Tutto cio’ che conosciamo in questa dimensione come vivente ha la sua controfigura in una realtà che non vediamo, che chiamiamo morte.

Queste due parti non potrebbero esistere in modo indipendente, come tutti i grandi dualismi che governano la nostra esperienza su questo pianeta.
Proprio in questo movimento alternato si compie l’esistenza.

Conosciamo pertanto l’assenza di uno o dell’altro aspetto, cio’ che vive da cio’ che è morto, non piu’ visibile, non piu’ rappresentato in questa realtà.

Ogni giorno nasce e muore qualcosa dentro di noi, una emozione un sentimento un progetto un’idea, persone.
Vita e morte creano un movimento che è trasformazione.

La morte di qualsiasi essere sulla terra crea le radici perchè altra vita rinasca, la morte di alcune parti di noi stessi crea il presupposto in modo che altre parti possano rifiorire, trasformarsi.
Vita e morte, morte e vita.
Non potremmo essere piu’ veri senza entrambe.

Eppure siamo abituati culturalmente a vedere la morte come limitante, assoluta e tragica.
La parola stessa fa paura ed evoca scenari terribili, qualcosa di non controllabile si abbatte su di noi e genera sgomento.

Se solo imparassimo a stare in questo movimento di morte potremmo vedere
le opportunità che ci offre e se imparassimo a stare nel movimento di vita riusciremmo a godere della bellezza che ogni ogni giorno ci è offerta.

In questa esperienza terrena vita e morte camminano mano a mano.

Alessandra Ronchetti

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