Bum e mi tocchi, bum ed entri nel mio campo visivo, energetico, aurico. Sei lontano, no ecco sei più vicino, mi tocchi, non mi tocchi con il corpo, ma con lo sguardo mi cogli, osservi, catturi. Io ti guardo o forse ti ho già sentito prima, dovevamo incontrarci da tempi immemori, sei una sincronicità tu? No, forse no, non vieni da vite precedenti ma a che mi serve saperlo? Mi serve poi a qualcosa?
Viandante di senso, mannaggia ci siamo, mi hai incontrato, ci stiamo mescolando, vicini, siamo troppo vicini. Meglio se fai un bel po’ di passi indietro, mi sento minacciato, mi togli il fiato eppure sento una forte spinta a venirti io più vicino, ma no, non è sicuro. Devo calcolare bene la situazione, capire qual è la mossa giusta, non posso permettermi di essere spontaneo, devo analizzare cosa sta succedendo davvero. Chissà poi come la interpreti.
Ecco adesso però ti sei allontanato troppo, mi sento nudo adesso, e non so come fare ma non riesco a chiamarti, mi sento bloccato, troppo chiuso nel mio corpo. Si è fermato tutto di colpo, la mia testa va via a pensare, pensare, il mio cuore batte troppo veloce, le mani fredde, la pancia fa male, ulula.
Ah ecco, adesso stai tornando più vicino, meno male, ma sono io che sono riuscito a richiamarti a me o sei tu che lo hai fatto di tua spontanea volontà? Sicuramente stai pensando che sono patetico, lo vedo che mi giudichi, che ti faccio pena. Ma quindi io non incido su di te, allora non sono nulla… anche mia madre faceva così, decideva lei, io potevo gemere fino a non avere più fiato… a lei non importava nulla. Allora tu sei come lei, non mi vedi in realtà…
Ah ecco con una spalla mentre parlavi mi venivi più vicino, allora stai cercando di entrare nel mio spazio ma se ci entri troppo io mi sento invaso, mi manca l’aria, sale la paura. Mi mordo il labbro forte, mi sto facendo male ma almeno sento qualcosa, mi pizzico il braccio sotto la manica.
Ecco ti sei di nuovo ritirato, mi sento sbattuto via. Chissà che cosa stai sentendo, vedo che sei triste adesso ma non me lo dici. In realtà non sento più niente, va tutto bene, sto benissimo, sono tranquillissimo, è solo un incontro normale, niente di che.
Vorrei dirti qualcosa ma ho paura di sembrare esagerato, ma se non ti dico nulla tu sparirai di nuovo. Ah mi hai parlato, forse anche tu sei ancora a cercare tua madre, chissà. Mio padre che cosa mi avrebbe detto di questo, mio nonno diceva sempre che non ci si deve illudere e che dobbiamo accettare di essere soli, che non riusciremo mai ad incontrarci veramente, inutile farsi illusioni, è da stupidi.
Come vorrei che mi abbracciassi adesso, ma meglio se mi metto a giocherellare con i miei capelli, ma così magari vedi che sono in preda ad un bisogno profondo, meglio che non lo faccia vedere. Devo controllare tutto perfettamente, calcolare ogni singolo movimento, ogni parola che dico deve essere quella giusta.
Devo fumare una sigaretta, così mi passa.