Nei momenti di maggiore smarrimento anche osservare la realtà quotidiana è una sofferenza.
Tutto ci appare incomprensibile ed ingiusto, non riusciamo a cogliere il senso degli eventi che divengono così dei mostri pronti ad aggredirci.
Ci si sente schiacciare dall’enorme peso della disperazione che ci isola dalla ciclicità
delle giornate, dalla socialità, dal nostro centro.
Uscire dal nostro centro ci pone in una condizione di ricerca di aiuto all’esterno, dobbiamo ritrovare una luce.
Quella luce che abbiamo perso.
Cerchiamo di afferrare una mano che ci conduca, come da bambini, verso l’uscita della caverna buia nella quale siamo sprofondati.
Cerchiamo un bastone che ci sorregga nel nostro procedere malfermo.
Qualche volta troviamo un Dio/Padre che ci porge una mano e ci trascina verso la luce e con il suo bastone ci indica la strada e ci insegna a seguirlo.
Altre volte cercando dentro di noi troviamo un padre che abbiamo perso, dimenticato o non accettato.
Ci sono molti Padri e padri che in questa vita abbiamo bisogno di riconoscere per camminare solidamente sulla Terra.
Ci sono molti bastoni che dobbiamo imparare ad utilizzare, permettendoci di appoggiarci con fiducia quando la strada è molto dissestata.
Quando ci permettiamo di dire si ad un Padre/padre, di accettare il suo bastone, nel suo nome possiamo risalire alla luce.
Nel nome del Padre.