Numero nove: AAA Empatia cercasi

Alla faccia dell’empatia

Alla faccia dell’empatia

Dovrei subito scusarmi per questo titolo, ma in realtà, devo solo chiarire, in quanto questa espressione significa soltanto ciò che dice e assolutamente non vuol dire antipatia. Si limita ad esprimere un altro concetto che probabilmente non riuscirà mai a spiegare.

Il nostro “amico” era un ragazzino piuttosto gracile e non dimostrava i 14 anni che stava per compiere. Era estate e quell’anno la stagione si era presentata piuttosto calda. Gino oltre alla non prestanza fisica, era anche timido e introverso. Però dentro il suo cervello o nella sua testa (non saprei bene dire dove) c’era un continuo turbinare di pensieri e tra questi una sera, non si sa come, comparve anche una domanda: stante la sua situazione, avrebbe potuto ispirare una qualche empatia umana? E così cominciò a riflettere .

Cosa significava esattamente: empatia? Condividere il punto di vista dell’altro e anche cercare di sentire le sue emozioni, migliorarne le relazioni e aiutarlo a risolvere conflitti e problemi… Stupendo, un’autentica meraviglia!!!

Ma dove potrebbe esistere questo essere alieno? Chi vorrebbe confrontarsi e identificarsi con me ? E qualora esistesse io vorrei empatizzare con lui? A ben riflettere, non credo che nessuna delle due possibilità sarebbe, appunto, possibile, Non serve quindi approfondire o lambiccarsi il cervello, per trovare una soluzione. E allora… prese lo zainetto, lo mise in spalla e… uscì.

Pochi passi e “ ciao Marika , dove vai? ” ” Vado verso corso Firenze “ ” Come mai?” ” Boh così”.

“Posso venire con te ? Non so che fare”. “ Se vuoi, nulla te lo impedisce, la strada è pubblica”….

L’unica caratteristica di Marika era di avere tanti capelli piuttosto ricci. E così si incamminarono insieme per un tratto.

“Oggi fa davvero molto caldo” – disse lui… ” È vero, ieri c’era almeno un po’ di arietta, ma oggi è terribile”. “… e già e non possiamo farci niente”. “… e già hai proprio ragione”.

Così parlando, arrivarono ad un incrocio.

“Io vado a destra, disse lui”. “Io ho invece pensato di andare a sinistra – disse lei —per vedere se trovo qualcosa di diverso, ciao”.

“Ciao”. – Disse lui

Dopo un po’ di strada, un altro incrocio e si reincontrarono.

“Ma guarda un po’ chi si vede – Sei di nuovo Marika”. – Disse lui.

“Già sono gli scherzi che gioca questa strada ( non il destino sia ben chiaro )”. ” Sì lo so, è davvero una strana strada, che ne pensi?”

” Bah. Chissà, non so, ma ci siamo di nuovo incontrati e ne prendiamo atto.” – dice lei. ” Forse conviene cambiar completamente o dobbiamo accettare? E così, in questo modo, può nascere un’empatia?” suggerisce lui

” Ma no, non credo” dice lei – “Comunque chissà, adesso ti ridico ciao” .

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