Se dovessi definirmi attraverso l’età, mentirei: preferisco farlo attraverso i rami che allungo verso il cielo e le radici che affondano nella terra. Sono una creatura fatta di coerenze granitiche e contraddizioni rumorose, in perenne stato di mutamento.
La mia vita è un’altalena che oscilla tra abissi di buio pesto e picchi di luce accecante, ma è proprio in questo scarto che trovo il mio equilibrio. Credo che la staticità sia l’unica vera forma di sconfitta; per questo ho scelto di vivere come gli alberi: in una crescita lenta, silenziosa, ma inarrestabile.
Cosa mi fa battere il cuore:
– L’esplorazione: Che sia tra le pagine di un libro, davanti a un’opera d’arte o nei meandri di una nuova materia da studiare, la curiosità è la mia bussola.
– L’intensità: non conosco le mezze misure. Quando amo, lo faccio con ogni singola cellula del mio essere; quando odio, la forza è la medesima. Sono un incendio, mai una scintilla tiepida.
– La resilienza: Mi sono portata addosso i pesi dei traumi e le catene dei condizionamenti, ma ho imparato l’arte più difficile di tutte: amare me stessa. Oggi, quelle cicatrici sono solo il segno del terreno che ho dovuto rompere per continuare a fiorire.
Finché avrò qualcosa da imparare e un orizzonte da conoscere, mi riconoscerò viva. Tutto il resto è solo rumore di fondo.
– Il mio amore per la musica che sento fin dentro le ossa , che ha guidato la mia vita, il mio spirito guida.